Sondrio, cartello anti-famiglie/ “Metteremo ai vostri figli il nastro sulla bocca”

- Alessandro Nidi

Sondrio, cartello anti-famiglie esposto all’ingresso di una pizzeria: “Lasciate a casa i vostri bambini”. Locale nella bufera

Famiglia (immagine Pixabay)
(Pixabay)

A Sondrio è stato esposto un cartello shock all’ingresso di un locale e immediatamente la notizia ha fatto il giro del web. Protagonista dell’episodio, il 25enne Gabriele Berbenni, pizzaiolo e padrone della pizzeria “Bagà”, ubicata a Villa di Tirano, criticato sui social da qualcuno, difeso e applaudito da altri. Il motivo di queste reazioni antitetiche tra loro è da ricercarsi nel testo esposto in vetrina: “Venire a Bagà senza bambini, educare i vostri figli, cambiare pizzeria, starvene a casa vostra. Firmato: l’uomo nero”. Una vera e propria sequenza di imperativi che sembrano andare contro le famiglie, alla cui base, però, vi è un motivo più serio. “Spesso – ha raccontato il titolare del locale alla ‘Provincia di Sondrio’ – hanno consumato il pasto da noi genitori con bambini al limite dell’educazione che urlano, corrono da tutte le parti. Vanno su e giù dalle scale, giocano a nascondino dentro e fuori dal bagno. Se finiscono addosso ad una cameriera, che passa con pizze e bicchieri, e si fanno male, poi i problemi sono miei. Inoltre alcuni clienti storici, finita la pizza o a metà della stessa, se ne sono andati perché non ce la facevano più a causa delle urla dei bambini”.

SONDRIO, CARTELLO ANTI-FAMIGLIE

A Sondrio il cartello anti-famiglie sta facendo inevitabilmente discutere. “L’ho affisso a mio rischio e pericolo – ha continuato Berbenni nell’intervista rilasciata alla ‘Provincia di Sondrio’ –; infatti, alcune famiglie che lo hanno letto hanno fatto dietrofront e non sono entrate. È ovvio che posso perdere fatturato, ma devo tutelare il resto della clientela che cerca un luogo tranquillo e curato. Alcuni clienti mi dicono di aver fatto bene e lasciano i figli dai nonni. Altri hanno avuto da ridire. A chi, nonostante il cartello, è entrato con i bambini che hanno fatto caos abbiamo gentilmente chiesto di fare meno rumore. Ci hanno dato dei cafoni e se ne sono andati. Per ragioni di completezza ed esattezza di informazione, diciamo anche che nelle prime righe del cartello viene affermato scherzosamente dal titolare che “ci riserviamo il diritto di prendere i bambini in cucina a lavare i piatti con tanto di nastro adesivo sulla bocca”. Ma anche questa frase non è piaciuta a tutti. Berbenni se ne è fatto una ragione: “I clienti che vengono nel nostro locale hanno il piacere di passare il loro pranzo o cena in tranquillità senza sottofondi di bambini maleducati che strillano”.







© RIPRODUZIONE RISERVATA