“Sono stato e sono il padre di Denise”/ Toni Pipitone: “Sono tutti sospettati”

- Alessandro Nidi

Toni Pipitone, padre di Denise, interviene a “Quarto Grado”: “Denise mi manca e non so chi sia stato. Quando la ritroveranno, la mia figura di padre dovrà esserci”

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Denise Pipitone

Toni Pipitone, ex marito di Piera Maggio, è stato il protagonista di un’intervista esclusiva realizzata dal programma “Quarto Grado”, andata in onda nella serata di ieri, venerdì 14 maggio 2021, su Rete 4. L’uomo, ricordiamo, è venuto a conoscenza di non essere il padre biologico di Denise Pipitone in quel tragico 1° settembre 2004, quando la bambina è scomparsa da Mazara del Vallo.

“Ma Denise si chiama Pipitone come me, è mia figlia e me la devono riportare indietro – ha dichiarato –. Sono stato messo in mezzo, perché ero il padre della bambina e perché ero sposato con Piera Maggio. Denise stravedeva per me. Era felice quando la portavo in giro con la macchina decappottabile e la portavo in spiaggia. Abbiamo vissuto dei momenti bellissimi: fino all’ultima notte ha dormito insieme a me. Non voleva che mi addormentassi prima di lei, perché aveva paura del buio e si spaventava. Come potevo non vederla come mia figlia?”.

TONI PIPITONE: “SOSPETTO DI TUTTI”

Toni Pipitone, padre di Denise, ai microfoni di “Quarto Grado” ha confessato che quel giorno non sospettava nulla: “Nella mia mente non esisteva niente del genere. Sono andato a lavorare, ho smesso a mezzogiorno e sono andato a casa. In quel periodo lavoravo e studiavo: la sera ero sempre stanchissimo. Mi mettevo sul divano: veniva vicino a me e all’altro mio figlio Kevin, che all’epoca aveva 7 anni. Denise era gelosa”. La bambina era solita giocare con i cuginetti, non con persone estranee, e non era solita dare confidenza a chi non conosceva, secondo il padre, che ha aggiunto: “Non so se conoscesse Anna Corona e Jessica Pulizzi. Quando è scomparsa ho preso la macchina e ho cominciato a girare per Mazara, per cercarla. Andavo in giro a caso, per tutte le strade. Le piste erano tante. L’hanno cercata nei pozzi, l’hanno cercata tra le famiglie rom, nelle campagne… Sicuramente l’indagine non è stata organizzata nel migliore dei modi”. Ancora oggi, Toni Pipitone non riesce a darsi pace: “Non ho puntato il dito contro nessuno, per me erano tutti sospettati. So solo che Denise mi manca e non so chi sia stato. Quando la ritroveranno, la mia figura di padre dovrà esserci, perché sono stato, e sono, il suo papà”.



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