RISULTATI BALLOTTAGGI/ Il commento del Pdl: Berlusconi, Frattini, Cicchitto. Le reazioni

- La Redazione

«Abbiamo perso, è evidente»: così il premier Berlusconi, dopo un lungo silenzio, si è lasciato andare sul trionfo a Milano del candidato di Sel a Napoli di quello dell’Idv

BerlusconiConferenza_R400
Berlusconi

«Abbiamo perso, è evidente»: così il premier, dopo un lungo silenzio, si è lasciato andare con i cronisti. Riferendosi alla debacle elettorale che ha visto il trionfo a Milano del candidato di Sel Giuliano Pisapia e a Napoli di quello dell’Idv, Luigi De Magistris, ha aggiunto: «Non c’è altra strada se non tenere i nervi saldi e andare avanti». Nessuna crisi in vista, ha assicurato: «La maggioranza è coesa e determinata», mentre, per quanto riguarda le riforme, si ripartirà «dal fisco, dalla giustizia e dal piano per il Sud». Il premier, inoltre, ha rassicurato: «Sono un combattente, ogni volta che perdo triplico le forze» e ha aggiunto che con la Lega non è in vista nessun raffreddamento dei rapporti. Bossi, infatti, «è d’accordo ad andare avanti insieme», sottolinea il capo del governo. Riferendosi alle due città perdute, infine, ha detto: «Penso che a Napoli si pentiranno tutti moltissimo», e su Milano ha invitato i milanesi «a pregare il buon Dio che non gli succeda qualcosa di negativo». Che la maggioranza non crollerà ne è convinto anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: «non sono in discussione né Berlusconi né il governo, perché si tratta di elezioni amministrative che pongono problemi, ma non solo a noi». Decisamente più critico l’ex ministro Antonio Martino, forzista della prima ora, che denuncia: «Il Pdl non può basarsi solo sul carisma personale di Berlusconi». 

Più morbido, invece, il titolare della Farnesina Franco Frattini: «Lo avevamo detto prima dell’esito del voto e lo confermiamo: il governo va avanti. Del resto un’alternativa parlamentare neppure esiste». Dal canto suo, uno dei tre coordinatori del Pdl, Sandro Bondi, ha dato le dimissioni, manifestando l’intenzioni di addossarsi gran parte delle colpe della disfatta. «Valutati i risultati elettorali intendo rimettere il mio mandato di coordinatore nelle mani del presidente Berlusconi. Ritengo che da questo momento il presidente Berlusconi debba ricevere non solo la più ampia fiducia e solidarietà ma soprattutto la assoluta e incondizionata libertà di decisione e di iniziativa per quanto riguarda il futuro del partito».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori