Speranza: “cure gratis anche ai no vax”/ “Impopolare ma diritto salute non si tocca”

- Niccolò Magnani

Il Ministro Speranza conferma cure gratis anche ai no vax: “sarà impopolare, ma diritto alla Salute viene prima di tutto. Valore più importante”

Speranza al G20
Ministro Roberto Speranza al G20 della Salute a Roma (LaPresse, 2021)

«So che può essere non popolare quello che dico, ma ritengo che la cosa più bella del nostro sistema sanitario nazionale sia il suo impianto universalista»: lo ha spiegato il Ministro della Salute Roberto Speranza, intervenendo al Festival della Salute organizzato da “Repubblica” in merito al tema delicato sulle cure anti-Covid ai no vax.

Dagli Usa fino all’Italia, con il costituzionalista Celotto, la proposte per non dare gratis le cure a chi decide di non vaccinarsi si sprecano: nei giorni in cui si discute di obbligo vaccinale e Green Pass esteso il più possibile, il titolare della Sanità ammette che le minacce violente dei no vax e no Pass spingerebbero ad agire diversamente, eppure il welfare sanitario dello Stato deve dimostrarsi comunque “superiore”.

CURE & VACCINI, SI DISCUTE SULL’OBBLIGO

«Se una persona sta male non conta chi sei, se sei ricco o povero, se hai fatto il vaccino o meno. Devi essere curato», spiega ancora il Ministro, osservando comunque che chi non si vaccina «fa un danno e produce anche un costo ma questi principi sono troppo importanti e dobbiamo difenderli con tutto ciò che abbiamo». Il leader di LeU ribadisce di non voler mettere in discussione l’impianto del servizio sanitario nazionale, «perché questi sono valori troppo forti». Al momento la linea del Governo è decisa sull’estendere il più possibile il Green Pass, anche perché «senza il vaccino e con questi stessi casi saremo stati costretti a misure restrittive e molto molto limitative». Per Speranza serve «pugno duro con i violenti», ma anche «persuasione con persone che hanno dubbio». Il titolare della Salute replica a distanza al leader della Lega Matteo Salvini in merito all’obbligo vaccinale: «Non abbiamo paura di dire che l’obbligatorietà del vaccino è una opzione in campo, che non abbiamo mai escluso, che continuiamo a valutare e che monitoreremo anche sulla base del quadro epidemiologico, oggi abbastanza lineare».



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