Speranza video Camera-Senato/ Dpcm Natale, piano vaccini: ok voto risoluzione Governo

- Niccolò Magnani

Il Ministro della Salute Roberto Speranza presenta al Senato e alla Camera il piano vaccini 2021 e il nuovo Dpcm con tutte le regole di Natale: video streaming informativa

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Roberto Speranza, ministro della Salute (Foto LaPresse)

In serata anche la Camera ha approvato la risoluzione della maggioranza, esattamente come era avvenuto oggi pomeriggio al Senato: 276 voti favorevoli, 219 contrari e 5 astenuti. E anche a Montecitorio l’Aula ha provato due punti della risoluzione del Centrodestra (impegni sulla vaccinazione anti-Covid), sui quali lo stesso Ministro della Salute Speranza aveva dato parere positivo nella sua replica all’informativa: Sì 495, i no 3 e gli astenuti 2. Dopo le forti tensioni nella maggioranza per la mancanza di accordo su alcuni punti centrali del Dpcm 3 dicembre, in serata il Consiglio dei Ministri dovrebbe limare ogni ultimo “scoglio” per inviare il testo di bozza alle Regioni in vista della Conferenza di domani mattina: sarà poi la giornata di giovedì a vedere la firma definitiva del Premier Conte al Dpcm che norma le regole sul Natale e Capodanno 2020. «Abbiamo ottenuto che i ristoranti saranno aperti a pranzo il 25 e 26 dicembre, a Capodanno e per l’Epifania. Nel nuovo Dpcm non saranno previste queste chiusure», è invece l’annuncio fatto da Davide Faraone, Presidente dei Senatori di Italia Viva, dopo le forti distanze evidenziate ancora nell’ultima riunione con i capidelegazione del Governo con il Presidente Conte.

OK RISOLUZIONE MAGGIORANZA AL SENATO

L’aula del Senato ha approvato la risoluzione presentata dalla maggioranza sull’informativa del Ministro della Salute, Roberto Speranza sulle prossime misure anti Covid e il piano vaccini: 140 i voti favorevoli, 115 contrari e 10 astenuti. È stata però anche approvata la parte della risoluzione delle opposizioni che impegna il Governo a «definire un efficace piano vaccini per tutta la popolazione, che preveda il pieno coinvolgimento delle Regioni e rispetti i criteri di sicurezza,universalità e gratuità»: qui sono stati 255 i Sì, 3 i No e 5 astenuti. Non sono state poche le difficoltà per il Governo nel trovare una quadra sulla risoluzione generale vista la distanza che comunque permane su alcuni punti del piano vaccini e sulle regole del Dpcm; alla fine, spiega l’Ansa, il documento firmato dai capigruppo di Pd, M5s, Iv e gruppo Misto presenti in commissione Sanità si limita solo a «una presa d’atto delle comunicazioni di Speranza, senza chiedere alcun impegno al governo (ufficialmente per un ritardo di presentazione di una seconda risoluzione, più corposa)». Rispondendo agli interventi al Senato nella replica finale, il Ministro Speranza spiega ancora «Le misure stanno funzionando e l’auspicio è che le prime tendenze anche in termini di occupazioni di posti letto ospedalieri possano darci ulteriori elementi nei prossimi giorni che vadano verso la riduzione del contagio. Ma se stiamo andando nella direzione giusta, l’altra verità è che c’è ancora una situazione moto complicata nel Paese, perché contagi e decessi sono ancora elevati, così come la pressione sui posti letto. Oggi abbiamo 320 casi ogni 100mila abitanti, un dato alto, la cifra per riportare sotto controllo la curva è 50 casi per 100mila». Dalle 16 il Ministro sarà alla Camera per presentare anche lì il nuovo Dpcm e il piano vaccini 2021.

IL DISCORSO DI SPERANZA AL SENATO

Nuovo Dpcm e Piano strategico sui vaccini anti-Covid: «un passaggio parlamentare come questo in altri Paesi non è avvenuto, noi lo riteniamo fondamentale per la sfida strategica del Paese», introduce il Ministro Speranza aprendo il suo intervento al Senato. Prosegue la classificazione delle Regioni che buoni risultati li ha portati, spiega ancora il Ministro: «si rallenta il contagio e si riduce il valore assoluto dei nuovi casi. Il Governo si è assunto la responsabilità di scelte difficili tramite le mie ordinanze». L’indice Rt è passato da 1,7 fino a 1,08 e a breve scenderà sotto quota 1: «nella seconda ondata stiamo sperimentando strada diversa, piegare la curva senza lockdown generalizzato che altri invece hanno fatto. Il nostro modello di suddivisione delle Regioni appare in grado di appiattire la curva del contagio senza bloccare tutto il Paese». Il virus circola ancora e rende difficile il contract tracing, forte pressione su ospedali: «per stabilizzazione c’è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi robusta cura di mantenimento. Attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con lo scampato pericolo, l’onda è ancora molto alta e la navigazione resta ancora piena di ostacoli e rischi». Se si abbassa la guardia, ripete Speranza, la «terza ondata è dietro l’angolo. Non dobbiamo perdere la memoria sui danni del Covid-19, in troppi dopo il lockdown hanno teorizzato che il virus avesse perso forza non rispettando così le regole». Non possiamo stare in un clima da “liberi tutti”, serve nuovo allarme che il Ministro ha già ripetuto più volte: «non si ripetano nelle festività di Natale le stesse leggerezze viste in estate».

IL NUOVO DPCM: TUTTE LE REGOLE

Per il Ministro Speranza, il prossimo Dpcm si avvarrà di due concetti di fondo centrali:
«Riconfermare il modello della classificazione delle Regioni per scenario e indice di rischio: il sistema delle tre zone ha dato risultati soddisfacenti e così tecnici di Ministero e Regioni si stanno confrontando sui parametri ma l’impianto di fondo è corretto e sta funzionando». In secondo luogo, per affrontare le festività di Natale, «le limitazioni previste dovranno essere rafforzate anche in un quadro di coordinamento europeo», spiega ancora il titolare della Salute nella sua informativa al Senato. Appare necessario «limitare i contatti non indispensabili tra le persone; l’orientamento del Governo è quello di disincentivare spostamenti internazionali, quelli tra le Regioni (come in zona rossa e arancione) e il 25-26 dicembre come per il 1 gennaio si dovrà limitare gli spostamenti anche tra i Comuni». Serve per Speranza chiudere anche tutte le attività di montagna e impianti sciistiche: «occorre fare così per evitare la seconda ondata, serve il contributo di tutti». Si è scelto di mantenere le lezioni nelle scuole in presenza – per elementari e prima-seconda media – anche in zona rossa e arancione.

PIANO VACCINI 2021: “SERVE UNITÀ POLITICA”

Sul piano vaccini il Ministro della Salute Roberto Speranza evidenzia un chiaro messaggio di “speranza”: «dopo mesi difficilissimi il messaggio di fondo che rivolgo al Parlamento, serve fiducia. Dentro la tempesta, finalmente vediamo un approdo e una rotta chiara verso un porto sicuro». A partire da gennaio si avranno i primi vaccini e poi si potrà vaccinare sempre più italiani nel corso dei prossimi mesi: «siamo stati in primi in Europa con Germania, Francia e Olanda a costruire l’alleanza dei vaccini già a maggio», ora finalmente si hanno i primi risultati. Ad oggi ancora non sono stati validati i vaccini Pfizer e Moderna, ma i risultati finora sono incoraggianti e così abbiamo preparato già il piano strategico dei vaccini: da questo deriverà «un piano esecutivo che sarà normato in base ai processi delle validazioni oltre alle strutture organizzazioni distributive dei vaccini stessi». Il vaccino non sarà obbligatorio, annuncia Speranza, ma avverte «valuteremo il tasso di vaccinazione dei cittadini per capire quanto prima raggiungeremo l’immunità di gregge». La campagna di vaccinazione deve essere un obiettivo di tutto il Paese, «non può esserci divisione politica, nessuno escluso. Non ci sono maggioranza e opposizione ma solo il diritto alla salute degli italiani per una solida ripresa economica».

LE LINEE GUIDA SUI VACCINI: TUTTI I DETTAGLI

«L’acquisto del vaccino è centralizzato e somministrato gratuitamente a tutti gli italiani», annuncia il Ministro Speranza entrando nel dettaglio del piano vaccini, «il vaccino è un bene comune. Nessuna disuguaglianza sarà ammissibile». In secondo luogo, l’Italia ha commissionato 202 milioni di dosi di vaccino per poter vaccinare tutta la popolazione con la doppia dose, e ricavarne anche delle scorte ulteriori: «la scelta del Governo è ispirata al principio di massima precauzione, abbiamo sottoscritto in quota parte tutti i contratti che l’Unione Europea ha formalizzato. Non vogliamo correre il rischio di non poter disporre di un vaccino autorizzato prima di altri o di non usare un vaccino più efficace di altri». La Commissione Ue sta lavorando per tutti gli Stati europei, non sono i Paesi che singolarmente negoziano con le multinazionali dei vaccini: sempre dal Senato, il Ministro Speranza conferma che le «dosi saranno distribuite agli Stati membri in proporzione alle rispettive popolazioni». Si parte a gennaio 2021 e si conclude nel quarto trimestre del prossimo anno: se tutto andasse bene – e non c’è certezza assoluta – l’Italia potrà disporre: «40,38 milioni di dosi vaccino AstraZeneca; 26,92 milioni con Johnson & Johnson; 40,38 milioni di dosi vaccino Sanofi; 26,92 milioni dosi Pfizer; 30,285 milioni dosi Curevac; 10,768 milioni dosi Moderna». Sono numeri ancora subordinati a processi autorizzativi che non sono ancora ultimati, spiega Speranza. La terza asse impostata dal piano vaccini riguarda la tempistica e la sicurezza di tutti questi vaccini: «che siano sicuri i vaccini è la priorità assoluta, attorno a questo impegno si determina l’importante sociale di impresa del Governo. La produzione e la distribuzione non può essere regolata solo dalle leggi del mercato, come ci ha intimato il parere del Comitato Nazionale di Bioetica».

A CHI ANDRANNO I VACCINI E COME SARANNO DISTRIBUITI

Sulle scelte delle categorie da vaccinare, il Ministro Speranza sottolinea che sarà una scelta non facile: in ordine cronologico, operatori sanitari e sociosanitari saranno i primi ad essere vaccinati; seguono personale e ospiti delle Rsa; persone in età avanzata (anziani). Operatori e lavoratori sanitari che saranno vaccinati sono circa 1 milione; 570mila anziani Rsa; 4 milioni oltre gli 80 anni, 13 milioni tra 60-79 anni: con l’aumento delle dosi si sottoporranno a vaccinazione anche i lavoratori dei servizi essenziali (scuola, forze dell’ordine, carceri e comunità). Se si sviluppassero focolai rilevanti, i vaccini saranno destinati con strategie di tipo reattivo. «La distribuzione dei vaccini è in carico al commissario Arcuri con specifiche divise tra conservazione freddo-freezer e freddo-standard», spiega ancora il Ministro Speranza annunciando il piano vaccini. Per i vaccini “freddo-freezer” sarà distribuita direttamente dalle aziende produttrici, mentre per quelli “standard” ci sarà uno sito di stoccaggio nazionale per far pervenire in tutte le Regioni le dosi necessarie. «La distribuzione dei vaccini avverrà con il coinvolgimento delle forze armate che già stanno pianificando vettori, modalità e logistica», annuncia Speranza ringraziando la collaborazione del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Sulla governance del piano di vaccinazione, si prevede gestione centralizzata: individuati 300 ospedali per le consegne, ci saranno poi luoghi specifiche per la vaccinazione ed eventuali vaccinazioni “a domicilio” per chi non dovesse essere in grado di raggiungere gli spazi individuati. Alla campagna vaccinale parteciperanno anche migliaia di studenti di medicina al primo anno di specializzazione.

L’INFORMATIVA DEL MINISTRO SPERANZA

Sarà una giornata importante quella che attende il Parlamento, con il passaggio – prima al Senato (alle ore 9.30) poi alla Camera (alle 16) – del Ministro della Salute Roberto Speranza: il Governo presenta così tanto il nuovo Dpcm con le misure anti-Covid per il Natale, quanto il piano vaccini per l’anno 2021 siglato ieri dal Commissario all’emergenza Domenico Arcuri. Con la consueta diretta video streaming sui canali YouTube di Palazzo Madama e Montecitorio, Speranza oltre ad informare i parlamentari sul maxi-campagna di vaccinazione dei prossimi mesi, dovrà dettagliare il piano del Governo dal 4 dicembre al 6-10 gennaio in attesa della firma definitiva del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (non appena arriveranno in giornata le valutazioni di Regioni e Comitato Tecnico Scientifico). Al momento il Governo intende arrivare ad un Dpcm che possa contenere al suo interno un decreto ad hoc per il Natale: quest’ultimo si riserva di inserire misure specifiche su spostamenti, cenoni, viaggi all’estero e vacanze in montagna. La restante parte del Dpcm invece fornirà come sempre la cornice normativa per poter consentire ulteriori restrizioni delle libertà individuali dal 21 dicembre fino al 6 gennaio: «Evitare gli spostamenti tra regioni e mantenere il limite delle ore 22 per la circolazione sono due punti centrali e imprescindibili del modello di sicurezza che stiamo costruendo insieme. Difendiamo insieme l’impostazione e evitiamo deroghe perché potrebbero minare la tenuta stessa dell’impianto», ha spiegato ieri nel vertice con le Regioni il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, riportando così la “linea” del Governo giallorosso.

LE ANTICIPAZIONI SUL DPCM

Le principali anticipazioni del Dpcm che oggi il Ministro Speranza illustrerà prima al Senato e poi alla Camera riguardano in particolar modo la regolamentazione degli spostamenti durante le ferie di Natale: dovrebbero permanere le divisioni in tre fasce di colore in tutto il Paese, ma dal 21 dicembre fino all’Epifania l’obiettivo del Governo è quello di creare un unico divieto nazionale per limitare gli spostamenti fuori dalle Regioni. L’intenzione è di stoppare la mobilità tranne che per comprovate esigenze (lavoro, necessità, salute) o per ricongiungimenti familiari. Più difficili le ipotesi di poter raggiungere le seconde case degli italiani o peggio ancora gli alberghi/agriturismi: l’input poi, dal 21 dicembre al 6 gennaio, è quella di chiudere ogni attività turistica in montagna (impianti sci e hotel). Per chi dovesse recarsi all’estero dopo il 1 dicembre, il piano del Governo nel Dpcm è quello di inserire una quarantena obbligatoria di 10 giorni al rientro in Italia. Sul tema dei congiunti, l’apertura del Premier Conte ieri è stata per permettere i ricongiungimenti familiari anche a ridosso di Natale e Capodanno; altro tentato “sprint” di Giuseppe Conte riguarda la scuola, con la possibilità di riaprire il 14 dicembre per tutti in presenza («sarebbe un bel segnale per i ragazzi»). Qui però gran parte dei ministri e del Cts si sarebbe espresso contrario, lasciando invece al 7 gennaio l’ipotesi più concreta per riaprire le scuole anche in zona arancione e rossa. Gli altri punti del Dpcm dovrebbe invece essere confermati, dallo shopping esteso fino alle ore 21 anche nel weekend fino alle raccomandazioni per i cenoni e alla Messa di Natale che dovrebbe rimanere all’interno del coprifuoco confermato (dalle 22 alle 6 del mattino).

IL PIANO VACCINI 2021

In Parlamento il Ministro Speranza si addentrerà poi ad illustrare le specifiche organizzative e logistiche per la grande campagna di vaccini anti-Covid da somministrare per tutto l’anno 2021: saranno 202 milioni di dosi di vaccino anti-Covid disponibili dal primo trimestre 2021, con le valutazioni a Pfizer e Moderna (i primi due vaccini pronti, ndr) che arriveranno tra fine dicembre e inizio gennaio. Ogni dose «ha bisogno di richiamo e non sappiamo di quanto ci sia immunità», ha spiegato ieri il Ministro della Salute assieme al Commissario Arcuri nella riunione di maggioranza. Il piano di vaccinazione sarà trimestrale – strutturato di tre mesi in tre mesi – per poter seguire l’evoluzione della pandemia e anche quella delle somministrazioni delle dosi; non solo, verrà «allestito un monitoraggio attento perché l’inizio della vaccinazione cadrebbe proprio in un periodo in cui potrebbe presentarsi la terza e temuta ondata di Covid-19, dopo le feste e l’alleggerimento di alcune misure restrittive», sottolineano le anticipazioni fornite da Repubblica. Saranno 300 gli ospedali individuati tra il 23 e il 26 gennaio dove cominciare l’effettiva vaccinazione e inoltre – aggiunge il Ministro Speranza – «è importante non far coincidere la terza ondata eventuale con la campagna vaccinale». Non solo, serve arrivare all’immunità di gregge (ovvero 40 milioni di italiani) senza il più possibile introdurre obblighi d’ogni sorta per i vaccini: questo sarebbe l’indirizzo emerso ieri nella riunione tra il Governo, il Ministro della Salute e i capigruppo del Parlamento. La distribuzione arriverà in grandi spazi pubblici – palestre, fiere, palazzotti – mentre sarà di specifica ed esclusiva responsabilità pubblica nell’intera filiera di distribuzione e somministrazione dei vaccini.



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