SPERANZA, ORDINANZA RIENTRI DALL’ESTERO/ Spagna, Grecia, Croazia, Malta: cosa fare

- Niccolò Magnani

Ordinanza Speranza 12 agosto 2020, le regole per i rientri dall’estero fino al 7 settembre: test/tampone per arrivi da Spagna, Malta, Grecia, Croazia. Cosa fare e numeri utili

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Roberto Speranza, ministro della Salute (Foto LaPresse)

Due giorni dopo la pubblicazione dell’ordinanza sui rientri dall’estero per i 4 Stati “a rischio”, il Ministero della Salute aggiorna il testo con le informazioni utili per tutti gli italiani che ancora si trovano in vacanza all’estero o che sono appena tornati in patria da Spagna, Malta, Grecia e Croazia. Per le informazioni specifiche dall’estero si può chiamare il numero gratuito 1500, mentre fuori Italia i numeri sono +39.02.32008345; +39.02.89619015 e +39.02.83905385. Per chi è diretto in Italia e proviene da Spagna, Grecia, Croazia e Malta – spiega ancora il ministero – è consigliabile «presentarsi all’imbarco in aeroporto con l’attestazione di un test (molecolare o antigenico) eseguito nelle 72 ore prima e risultato negativo. In questo modo si eviteranno attese o trafile, una volta arrivati in Italia». Se invece non sia stato possibile effettuare il test prima della partenza, allora una volta giunti in Italia si dovrà telefonare ai numeri regionali presenti sul sito web del ministero della Salute consultabili nella sezione ‘A chi rivolgersi’, o anche direttamente sui siti web delle singole Regioni per segnalare il suo ritorno 4 Stati “a rischio”.

NUOVA ORDINANZA SPERANZA SUGLI ARRIVI DALL’ESTERO

Dopo l’aumento dei contagi da coronavirus e con diversi mini-focolai sparsi nel Paese, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato ieri sera una nuova ordinanza che dirime comportamenti e regole da adottare per i rientri dall’estero nelle zone più a rischio in questo momento: nello specifico, l’ordinanza 12 agosto 2020 firmata dal Ministro della Sanità dopo la riunione d’urgenza ieri della Conferenza Stato-Regioni ordina per chi rientra da Croazia, Spagna, Malta e Grecia l’obbligo di test-tampone nelle 72 ore antecedenti il volo, oppure in alternativa il tampone-test in Italia entro le 48 ore dall’arrivo (resta invece normata la quarantena obbligatoria per chi rientra da Romania, Bulgaria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, Uruguay). «Ho appena firmato una nuova ordinanza che prevede test molecolare o antigenico, da effettuarsi con tampone, per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta e Spagna. Inoltre si aggiunge la Colombia alla lista dei Paesi per cui è previsto divieto di ingresso e transito. Dobbiamo continuare sulla linea della prudenza per difendere i risultati raggiunti negli ultimi mesi con il sacrifico di tutti», così spiega il Ministro della Salute nel firmare l’ordinanza valida fino al prossimo 7 settembre 2020, ovvero il giorno di scadenza dell’ultimo Dpcm Conte del 7 agosto scorso.

LE REGOLE PER CHI ARRIVA DALL’ESTERO

Nel testo scritto dal Ministero della Salute nell’ordinanza Speranza 12 agosto 2020 si leggono le tre differenti e alternative misure imposte per chi rientra da vacanze in Spagna, Grecia, Croazia e Malta: «obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell’attestazione di essersi sottoposte, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo»; il piano “b” prevede invece l’obbligo «di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine». In terzo luogo, «obbligo di tampone da effettuarsi presso l’azienda ospedaliera locale entro 48 dall’ingresso in Italia. In attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento le persone sono sottoposte all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora». Anche per le persone asintomatiche positive e al Covid-19, al proprio arrivo è obbligatorio la comunicazione del proprio ritorno al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria locale: se poi dovessero esserci sintomi, allora vi è l’obbligo di comunicazione oltre alla quarantena domiciliare. Da ultimo, l’ordinanza Speranza aggiunge un Paese – la Colombia – all’elenco dei Paesi vietati in “lista nera” dove cioè è vitato l’ingresso e il transito in Italia per chiunque vi provenga. Oltre alla Colombia, gli altri Paesi in black list restano Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica Domenicana. Chi arriva dagli Stati Uniti è invece obbligato a mettersi in quarantena, esattamente come avviene per Romania e Bulgaria.

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