Speranza smentito su piano pandemico/ E la revisione è stata avviata solo nel 2019

- Silvana Palazzo

Roberto Speranza e il caso del piano pandemico: ministro della Salute smentito da dirigenti e colleghi. E la revisione è stata avviata solo nel 2019, non nel 2017 come diceva Ranieri Guerra

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Il ministro della Salute Roberto Speranza con Hans Kluge, capo Europa dell'Oms (Foto: LaPresse=

Ha provato in tutti i modi Roberto Speranza a chiudere il caso relativo al piano pandemico. Ha spiegato che l’Italia ha uno antinfluenzale, ha smentito di aver chiesto la censura del report dell’Oms in quanto non c’erano critiche all’Italia e ha preso le difese della stessa Organizzazione mondiale della sanità assicurando che è un’istituzione meritevole di fiducia. Nel giro di pochi giorni, però, ha collezionato smentite. In primis, Ranieri Guerra, colui che sosteneva che il piano pandemico del 2006 fosse stato aggiornato nel 2016, ha ammesso che in realtà ciò non è mai accaduto e di non aver avuto il tempo di aggiornarlo quando era capo della Prevenzione del ministero della Salute. Ma allertò sul tema nel 2017 l’allora ministro Beatrice Lorenzin. C’è poi il viceministro Pierpaolo Sileri che a Non è l’Arena ha spiegato che piano pandemico e antinfluenzale sono la stessa cosa, del resto non si può prevedere da quale virus si verrà colpiti, ma si deve avere un piano per farsi trovare comunque pronti. Mentre Speranza difende l’Oms, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha inviato una lettera all’organizzazione chiedendo di permettere ai suoi funzionari di essere sentiti dalla Procura di Bergamo.

PIANO PANDEMICO, REVISIONE AVVIATA SOLO NEL 2019

Il ministro Roberto Speranza, dunque, in diretta tv ha negato l’evidenza: l’Italia non aveva un piano aggiornato per affrontare la pandemia di Covid. A tal proposito, La Verità rivela che il ministero della Salute ha avviato la revisione del documento “Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale” l’11 aprile 2019. A firmare la revisione sono Francesco Maraglino e Anna Caraglia, dell’ufficio prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale. A dispetto del nome, in realtà non è stata una revisione, ma 20 slide che abbozzano linee guida per la revisione. Quindi, erano principi generali e si cita Oms, che aveva imposto l’aggiornamento ogni 3 anni, e l’Ecdc, cioè il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Più che una revisione è una road map di intenzioni, di ciò che si doveva fare. Peraltro, questo documento di revisione smentisce Ranieri Guerra, il quale aveva dichiarato di aver avviato il percorso di revisione nel 2017 per poi allertare l’allora ministra Beatrice Lorenzin, ma è nel 2019 che in realtà è stata avviata.



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