SPERANZA SI È VACCINATO CON PFIZER/ Lo staff “Nessuna dietrologia, ha fatto la fila”

- Silvana Palazzo

Roberto Speranza ha ricevuto il vaccino anti Covid: “Grande gioia”. Ministro della Salute è stato vaccinato con Pfizer. Lo staff dopo accuse di Bassetti: “Nessuna dietrologia, ha fatto fila”

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Roberto Speranza, il ministro della Salute si è vaccinato (Foto: Facebook)

Il ministro della Salute Roberto Speranza si è vaccinato. Lo ha annunciato lui stesso con un post pubblicato sui suoi account social. E indirettamente replica a Matteo Bassetti che lo aveva attaccato nelle ultime ore proprio per il fatto che finora non si era vaccinato. «Una grande gioia. Un giorno che aspettavo da tempo e per cui abbiamo tanto lavorato», ha scritto Speranza. Stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, ha ricevuto la prima dose del vaccino Pfizer. Nella foto è ritratta anche la giovane dottoressa mentre prepara l’iniezione. Ad aprire il caso comunque era stato in primis Pietro Senaldi su Libero, in quanto la mancata vaccinazione del ministro della Salute era «l’ultima dimostrazione della sua incapacità». Alla Stampa due giorni fa aveva detto che si sarebbe sottoposto alla prima dose dal medico di famiglia e così è stato. «Nessun mistero, nessuna dietrologia. Speranza, che ha 42 anni, ha fatto la fila come tutti gli italiani, si è prenotato quando il commissario Figliuolo ha aperto la vaccinazione per tutte le fasce d’età e ha seguito le indicazioni del medico di base», sono le parole dello staff riportate dal quotidiano. Non è chiaro però il motivo per il quale è stato vaccinato dal medico di famiglia anziché recarsi in un hub vaccinale come i suoi coetanei. (agg. di Silvana Palazzo)

SPERANZA “HO INSISTITO PER VACCINO DA MEDICO DI FAMIGLIA”

Per Roberto Speranza i vaccini «sono la chiave per aprire una fase nuova». Lo ripete da mesi, sin da quando sono arrivate le prime buone notizie dalle case farmaceutiche. Risulta però strano che il ministro della Salute non si sia ancora vaccinato. Non avrebbe saltato la fila in queste ultime settimane, considerando il fatto che ha 42 anni. «No, farò la prima dose tra due giorni, ho insistito per potermi vaccinare dal mio medico di famiglia per dare quel segnale che prima indicavo», ha detto nell’intervista che ha rilasciato a La Stampa due giorni fa. Perché ha insistito per vaccinarsi dal medico di famiglia e non in un hub come, ad esempio, ha fatto il premier Mario Draghi e prima di lui il Capo dello Stato Sergio Mattarella? Speranza parla di segnale sui medici di famiglia, visto che ritiene necessario che venga fatto un cambio di passo e che per la terza dose e le future somministrazioni «dovremo avvalerci di una macchina oliata come quella dei medici di famiglia». Ma è una spiegazione che non convince o meglio non è chiaro quale sia il segnale e la necessità di lanciarlo. Anche sul tipo di vaccino si confronterà col suo medico di famiglia, infatti quando gli è stato chiesto se sarà Pfizer ha replicato: «Ho 42 anni, questo dicono le circolari di cui abbiamo parlato. Ma non so se sarà Pfizer, ne parlerò con il mio medico».

SPERANZA E IL VACCINO ASTRAZENECA

Nell’intervista Roberto Speranza è tornato sulle polemiche legate al vaccino AstraZeneca. «Le indicazioni sono cambiate per l’evoluzione delle evidenze scientifiche», si giustifica il ministro della Salute. E cita anche il caso delle mascherine, con l’Oms che inizialmente le consigliava solo per operatori sanitari e malati. «Il cambio di quadro epidemiologico è il fattore decisivo». Perché con una bassa circolazione virale il rapporto rischi-benefici è migliore con l’avanzare dell’età. «Una discussione in questo senso era in corso da tempo tra gli scienziati e ogni singolo caso, per quanto tragico, va esaminato nella sua particolarità», ha aggiunto a proposito del caso della morte di Camilla Canepa. In merito alle perplessità delle Regioni, ha annunciato che fornirà le spiegazioni richieste. Riguardo la variante indiana è sereno: «Le prime ricerche dicono che con due dosi di vaccino anche la variante indiana è contenibile in una percentuale alta. Dobbiamo monitorare, perché il nemico è insidioso e non bisogna dare nulla per scontato». Non esclude però la quarantena per chi arriva dalla Gran Bretagna, mentre noi per la metà di luglio potremo togliere le mascherine all’aperto. «Al chiuso servirà più tempo».

ZONE BIANCHE E POLEMICHE SU “CAVIE”

Quindi, ha rinnovato l’invito alla Regioni ad adeguarsi alle nuove disposizioni e a procedere affinché la campagna vaccinale non rallenti, «perché da quella dipende la nostra ripartenza». A tal proposito, dalla settimana prossima il 99% degli italiani sarà in zona bianca. L’auspicio quindi è di non dover rinnovare lo stato di emergenza in scadenza il 31 luglio, «per dare un segnale positivo al Paese». Questi risultati per Roberto Speranza sono il frutto di un “mix”, cioè «delle misure rigorose adottate e della campagna vaccinale che procede con numeri molto buoni». Definito “chiusurista”, in realtà ha trovato condivisione all’interno del governo, oltre che l’appoggio del premier Mario Draghi. «C’è totale sintonia tra noi». E sulla Lega: «L’ho detto anche a Salvini, la prima regola per me è non fare politica sulla pandemia, in cerca di consenso». Però gli rimprovera aver usato l’espressione “cavie da laboratorio” per i bambini e ragazzi: «Un errore molto grave, la parola “cavia” non dovrebbe essere usata nel nostro dibattito pubblico. In un grande Paese come l’Italia, nessuno è una “cavia” e lo garantisco con forza». Sul crossing vaccinale, mix di vaccini e vaccinazione eterologa che dir si voglia, a La Stampa ha aggiunto: «È una cosa che la Germania fa da due mesi, che anche la Francia e la Spagna fanno da tempo: è una procedura che ha dato buoni risultati, non sono invenzioni, ma evidenze e studi scientifici».

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