Spike Lee: “giusto rinviare il Festival di Cannes”/ “La gente muore, non è un film”

- Stella Dibenedetto

Spike Lee, presidente di giuria dell’edizione 2020 del Festival di Cannes, commenta la decisione di rinviare la manifestazione per il coronavirus.

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Spike Lee - Foto Instagram

Spike Lee, presidente dell’edizione 2020 del Festival di Cannes, approva la decisione di rinviare la manifestazione in programma dall’11 al 23 maggio per l’emergenza coronavirus che, purtroppo, è diventata mondiale. Il Festival di Cannes 2020, dovrebbe slittare a fine giugno o agli inizi di luglio, come riporta l’Ansa, ma naturalmente non ci sono notizie certe. Tutto, infatti, dipenderà da cosa accadrà nelle prossime settimane nei vari Paesi colpiti dal coronavirus. “Sono d’accordo al 100 per cento con la decisione di Thierry Fremaux di far slittare il Festival di Cannes. Il mondo è cambiato e lo fa ogni giorno. La gente muore con il coronavirus e così, non a caso, il presidente francese ha detto più volte che siamo come in guerra. Le cose che amiamo hanno dovuto fare un passo indietro: ovvero il cinema, la tv, lo sport e uno sport globale come il baseball”, ha spiegato il regista ai microfoni di Variety.

Spike Lee: “dobbiamo uscirne, non è uno scherzo”

Spike Lee non nasconde la preoccupazione per l’emergenza sanitaria che sta vivendo il mondo. Il coronavirus continua a mietere vittime e il regista lancia l’appello affinchè si trovi il prima possibile un vaccino che riesca a salvare le persone. “Non dimentichiamoci che Cannes è il più grande festival del mondo, il più grande palcoscenico per il cinema. Tutti dobbiamo pregare per uscirne, trovando un vaccino per poi rialzarci, fisicamente, emotivamente e finanziariamente, in tutto il mondo. Non è uno scherzo, non è un film, la gente sta morendo“, ha aggiunto il regista. Anche negli Stati Uniti, la situazione è ormai grave e Spike Lee ha spiegato di aver trascorso questi giorni con la sua famiglia. Infine, lancia un appello al presidente Donald Trump: “Vorrei che Trump la smettesse di chiamarlo ‘Chinese virus’, per favore basta. Sta mettendo in pericolo gli asiatici americani in tutto il paese”.



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