SPILLO/ I guai di Francia e Germania e le bugie anti-italiane

- Giovanni Passali

Le notizie che arrivano da Francia e Germania rendono sempre più difficile additare l’Italia come pecora nera dell’Ue

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Ai commissari Ue sta andando proprio male. Man mano che si avvicina la data nella quale si dovrebbe aprire la procedura di infrazione contro l’Italia, nuovi fatti e nuovi dati sembrano mettere sempre più in difficoltà un simile piano di pressione nei confronti del Governo italiano. Infatti, in settimana sono usciti i dati dell’indice Zew tedesco, cioè l’indicatore di fiducia del manager tedeschi. Ci si attendeva un dato negativo a -6,7, dopo il precedente negativo -3,6. Invece il dato uscito è molto peggio delle previsioni: -21,2.

Ma se Atene (la Germania) piange, Sparta (la Francia) non ride. Infatti, Macron ha dovuto fare delle concessioni per tentare di placare la protesta dei gilet gialli. Risultato? Una sonora bocciatura da parte della Corte dei Conti di Parigi, che ha usato parole durissime. La manovra attuata presenta “numerosi rischi… la traiettoria dei Conti pubblici, meno ambiziosa rispetto a quella di numerosi partner dell’eurozona, si traduce in una maggiore divergenza rispetto agli obiettivi sul debito pubblico”. Inoltre, la situazione viene definita “preoccupante” per “la lentezza dei progressi intrapresi dalla Francia per ridurre il deficit strutturale”.

E siccome in Italia c’è chi possiede una dose abbondate di autolesionismo, c’è chi sul Corriere della Sera, commenta domandando: “Continuiamo a chiedere il cambio delle regole Ue dicendo che sono colpevoli della mancata crescita. Ma perché altri Paesi come Spagna, Portogallo, Irlanda si sono risanati e crescono con le stesse regole?”. Domanda suggerita da quei due campioni della disinformazione che sono Alesina e Giavazzi. Per rispondere a queste capziose domande non ci vuole un premio Nobel per l’economia: basta un giornalista che voglia informarsi, come Fabio Dragoni de La Verità, il quale via Twitter osserva che Irlanda, Spagna e Portogallo hanno ricevuto tanti di quei miliardi che se li avesse ricevuti l’Italia, in proporzione, nel nostro caso sarebbero stati appena 680 miliardi (in proporzione all’Irlanda, per esempio). E visto che hanno ricevuto soldi da un fondo europeo al quale noi italiani abbiamo contribuito, potrebbero ridarci quei soldi per riaprire un centinaio di ospedali, no?

Occorre ricordarlo. Le bugie spesso fanno molto chiasso. Ma hanno le gambe corte.

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