SPILLO/ Italia a 40°C, così è arrivata la dittatura del meteo

- Dimitri Buffa

Fa un caldo bestiale? È colpa nostra: di chi legge, del suo vicino, di tutti. È il politically correct applicato al meteo, chi ha obiezioni è un reprobo

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A Roma, nella fontana di Piazza di Spagna (LaPresse)

Adesso la predica te la fa la signorina de “il meteo”. “L’ondata di calore che ha investito tutta l’Europa ci responsabilizza tutti sulle conseguenze del cambiamento climatico”. Cioè: è colpa vostra se siamo in estate e fa caldo. Anche molto caldo.

A questo ci ha portato il “politically correct” come unica soluzione a tutti gli umani problemi. L’importante è individuare un colpevole. Meglio se sei tu stesso. Quasi il rovesciamento dei principi psicanalitici freudiani. Che ipotizzavano nella sessualità e nella libido il principio ultimo di ogni umano comportamento. E invece no. È arrivata la dittatura “gretiana” del meteo, una versione “de sinistra” del “piove governo ladro”.

Nasce così la “meteorologia ideologica”. Basata sul “senso di colpa”, spontaneo o più spesso indotto, che funge da collante rassicurante per chi è in perenne ricerca di un responsabile dei disagi che tutti si soffre. Spesso in silenzio.

Quindi ci sono 40 gradi in questi giorni non perché è così e basta ma perché, nell’ordine o in ordine sparso, ci sono: troppe emissioni dei riscaldamenti, gli scarichi delle automobili, il buco nell’ozono, l’effetto serra e le vacche degli allevamenti intensivi che scoreggiano troppo.

Un rapporto causa-effetto che non si può mettere in dubbio. Anche se assomiglia tanto alle certezze dei “no vax”.

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