SPY FINANZA/ Con lo spettro del lockdown i mercati vendono l’Europa

- Paolo Annoni

Ieri chiusura in rosso per molte borse. Lo spread italiano è salito e il dollaro si è rafforzato: un giudizio chiaro dei mercati sull’Europa

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Dopo giorni di mercati in salita senza interruzioni, in particolare per gli indici americani, ieri, dopo qualche avvisaglia martedì, si è vista una netta inversione. Il principale indice europeo, l’Eurostoxx 50, ha perso quasi il 3%. La “notizia” del giorno è la seconda ondata di Covid e la stretta sui lockdown in Europa; per il momento non c’è nulla di paragonabile al lockdown duro di questa primavera, ma le dichiarazioni dei politici, anche se in presenza di numero di ricoveri gestibile, non fanno particolarmente sperare.

Una parte del mondo scientifico, anche di altissimo livello, continua a interrogarsi sull’utilità del lockdown duro; gli investitori, invece, non si interrogano più da mesi sulle conseguenze economiche. La regione occidentale con il più alto numero di settimane di lockdown duro, l’Italia, è stata anche la regione con il peggior calo del Pil del secondo trimestre. Chi fa il lockdown, opportuno o inopportuno che sia per ragioni sanitarie, distrugge la propria economia. Questo è un fatto su cui non c’è più alcuna discussione. Le economie più fragili, più indebitate e con meno spazio fiscale si condannano a una depressione lunga e dolorosa. Altri approcci, per esempio quello tedesco, sono molto migliori, ma questo è un altro discorso.

Di tutto quello che è successo sui mercati ieri sottolineiamo due cose: il rafforzamento del dollaro contro l’euro e l’allargamento dello spread. I mercati hanno poche grandi certezze; tra queste, evidentemente, che un inasprimento della crisi, via lockdown, faccia divaricare la performance degli Stati membri dell’Ue e che quest’ultima sia strutturalmente più fragile delle altre aree monetarie. Infatti, gli investitori sono andati immediatamente a esplorare il mutamento di scenario, l’economia da Covid che ritorna fino a tutta la primavera del 2021, vendendo Europa e comprando America.

È un’analisi rozza solo all’apparenza perché in una fase in cui interi settori economici, pensiamo al turismo, vengono spazzati via, andare per il sottile nelle analisi è non solo inutile ma anche profondamente sbagliato. Si ragiona in modo semplice e immediato prendendo in considerazione i fondamentali di base degli attori in campo: coesione politica, proiezione geopolitica, militare, alleanze e così via. Purtroppo l’Europa è solo un blocco commerciale senza coesione politica, senza forza militare, senza una proiezione geopolitica vera e autonoma, ce l’hanno solo i francesi, e con un problema monumentale di alleanze. Per questo oggi in Europa si fa il tifo da stadio per Biden la cui elezione potrebbe mascherare e lenire, almeno nel breve periodo, i problemi irrisolti più evidenti.

Hanno ragione i sondaggi? Non lo sappiamo. Se lo sapessimo con certezza saremmo milionari. Di una cosa però siamo sicuri; se hanno sbagliato quelli del 2016 figuratevi come possano sbagliare quelli del 2020 che avvengono nell’unico modo possibile: online e per telefono. I due metodi “statisticamente” meno affidabili, si può mentire a piacimento, soprattutto se non possono contare, come minimo controllo, su quelli più laboriosi ma efficaci fatti “faccia a faccia”, dove mentire, anche spudoratamente, è molto più difficile.

I mercati scendono e sappiamo che la ragione è il prolungamento della “economia da Covid” in Europa. Un po’ più sotto, ma nemmeno tanto, troviamo il “voto” dei mercati sulle aree globali.



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