SPY FINANZA/ Green Pass, Quirinale e Sanremo coprono il nostro commissariamento

- Mauro Bottarelli

La riunione della Bce di settimana prossima sarà molto importante per l’Italia. Ma l’opinione pubblica sembra non averne affatto contezza

bce
Christine Lagarde, presidente della Bce (LaPresse)

Se a partire dal 1° febbraio – da un giorno con l’altro – non doveste più trovare miei articoli su questa testata, per una volta vi invito a utilizzare unicamente la logica del rasoio di Occam. Con ogni probabilità, infatti, sarò semplicemente rimasto senza notebook o wi-fi. Il pc con cui scrivo, infatti, ha quattro anni e 15-16 ore di utilizzo al giorno. Tutti i giorni. Natale e Ferragosto compresi. Nonostante tutti gli anti-virus e i programmi di re-freshing del mondo, da alcune settimane oltre a essere di una lentezza degna di Rui Costa a fine carriera, emana in maniera fissa un rumore simile a un C-130 in avaria.

Tradotto, sta per lasciarmi. E ne avrebbe anche tutte le ragioni, morendo con onore sul campo. Al netto del crowdfunding che vi invito a lanciare sul mio conto Amazon per garantirmi l’acquisto di un mezzo alternativo che regga i miei ritmi di lavoro e dei miei scongiuri affinché la dipartita sia rinviata, comunque sia dal 1° febbraio io non potrò comunque entrare in un negozio di elettronica. E, ugualmente, se dovessi avere problemi con il totem del wi-fi. Perché non essendo in possesso del green pass, nemmeno base, quei punti vendita mi sono preclusi. In compenso, posso andare a comprare le crocchette per il cane (che non ho) o il pellet per la stufa (anch’essa assente).

Caro presidente della Repubblica appena eletto o in via di elezione, mi rivolgo a Lei: è conscio di essere il tutore di una Costituzione fondata sul lavoro, ma che vede il medesimo diritto negato – quantomeno potenzialmente – al sottoscritto? E a qualche altro milione di cittadini. E non per un errore. Per scelta. Lo ha detto chiaro e tondo martedì sera in un talk show il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: lo Stato farà di tutto per rendere la vita difficile ai non vaccinati, poiché pericolosi. Se Macron gioca a fare Napoleone, Sileri gioca a fare Macron. Eppure, la poco edificante parabola di smargiassate finite in Procura o con ispezioni del professor Pregliasco dovrebbe invitare alla cautela rispetto a certe minacce nei confronti dei cittadini. Magari non vaccinati, ma con – udite udite – medesimi diritti degli altri. In primis, perché contribuenti. Anche del sistema sanitario, il cui funzionamento dovrebbe essere fra i compiti dell’ineffabile Sileri, uno che ultimamente affronta l’ineluttabilità del Karma con invidiabile spavalderia.

Ad esempio, dovrebbe garantirmi la possibilità di avere un medico di base. Perché mi servono farmaci per il cuore, mi serve l’insulina per il diabete e mi serve il piano che ogni anno la sanità mi richiede a certificazione della mia patologia (le dico un segreto Sileri, ma lo tenga per sé, mi raccomando: dal diabete non si guarisce, te lo porti fino alla bara). Insomma, quasi volessi truffare l’Erario per quelle tre confezioni di aghi da 6 millimetri che mi passa ogni mese. E se anche volessi mettermi in fila all’Asl o Ats o come diavolo si chiama ora per pietire un medico di base, magari dall’altro capo della città, non potrei: perché non ho il green pass, quindi vittima dell’apartheid di Stato. Cosa dice Sileri, non avrei tutto il diritto di denunciarla per omissioni di atti d’ufficio, interruzione di pubblico servizio e magari – volendo ripagare la sua prosopopea minacciosa con la medesima, paradossale moneta – per tentato omicidio, visto che senza insulina schiatto in due giorni per coma diabetico? Cosa dice, le viene ancora da ridere e aggiustarsi il ciuffo?

Signori, volete capirla che alle porte c’è qualcosa di decisamente serio? Persino Israele ha eliminato, dalla sera alla mattina, il green pass. Israele, il laboratorio vaccinale a cielo aperto del mondo intero. La ragione? Il vaccino contro Omicron è inutile, la gente si infetta comunque. Quindi, tanto vale riaprire la società ed evitare almeno di stroncare l’economia, unendo al danno anche la beffa. Detto chiaro e tondo. Se non vi fidate del sottoscritto, digitate le parole chiave in qualsiasi motore di ricerca e cercate fonti a vostro modo di vedere più autorevoli. Il resto dell’Europa sta facendo altrettanto, via i divieti e convivenza con il virus. Ovviamente, rispettando le misure minime di cautela – le solite, da almeno due anni – che prevedono mascherina, igienizzazione frequente e un minimo di distanziamento. Le stesse che la retorica vaccino-centrica del Governo ha spinto il 90% degli italiani a gettare nel wc il giorno dopo l’iniezione: il risultato è sotto gli occhi di tutti, le strade di Milano sembrano vivere in un perenne 16 di agosto come nel giorno della marmotta. Vuote. Traffico ai minimi. Bar e ristoranti deserti, negozi in cui si sente l’eco del respiro dei commessi, nonostante i saldi. E dal 1 febbraio, ancora peggio. Qualche milione di italiani si voterà totalmente, anima e corpo, ad Amazon. E sarà costretto a farlo per forza. Il sottoscritto compreso.

Perché dopo aver precluso la vita sociale, a una persona cosa resta? I libri, la musica, la televisione. Tutti diversivi irraggiungibili fisicamente a livello di approvvigionamento, in base ai nuovi divieti. Niente librerie, niente negozi di musica, niente punti vendite per tv, lettori dvd, abbonamenti a pay-tv, telefonia. Quelli sono lussi che merita solo chi si è vaccinato. E poi, magari, infettato. Agli altri tocca fare tutto on-line. Jeff Bezos ringrazia sentitamente. I dipendenti in carne e ossa che verranno licenziati da negozianti e catene stroncati del tutto dall’e-commerce un po’ meno.

In compenso, almeno la scuola è salva. Anzi, mica tanto, visto che le classi in DAD ormai sono la norma e l’istruzione in presenza più rara di un Gronchi rosa. E poi, come mai per chi fa la terza dose il green pass non avrà scadenza, sarà illimitato? Forse il Governo ha deciso che il regime attuale diventerà norma anche extra-Covid e si è scordato di dircelo e di farlo votare al Parlamento? Non eravamo di fronte a un’emergenza sanitaria, quindi temporalmente legata alle strette necessità di vittoria sul virus? Perché, nel pieno del bailamme totalizzante della corsa al Colle, si è trovato il tempo di riflettere sulla nuova natura ad libitum del green pass per i vaccinati con booster? Forse perché oltre al 10% di non vaccinati, questo Governo sta riuscendo nel miracolo di far deragliare l’economia e far incazzare anche il 90% di chi si è fatto inoculare il siero due o tre volte, ma, magari, è risultato positivo e si è pure ammalato con sintomi? Sarà per questo che stringono i cordoni ai non vaccinati, forse per rilanciare la campagna del dagli all’untore per evitare che parta quella del dagli al cialtrone?

I dati parlano chiaro. E non tornano. Quanti morti per altre patologie si stanno conteggiando nella Spoon River quotidiana e mediatica dei bollettini ansiogeni? Perché rispetto alla media Ue, da noi si muore come le mosche. Qualcosa non va. E ripeto, lo dicono i numeri. Certo, ora c’è una settimana di Sanremo, quindi il Governo (ammesso che resista all’operazione Quirinale) potrà contare su un’altra occasione di distrazione di massa. Poi però si cominceranno a tirare le somme. A partire dalla riunione Bce del 2-3 febbraio. E ci vorrà un Amadeus in forma smagliante per evitare che la gente si preoccupi di quanto deciso a Francoforte, ve lo assicuro. Perché il prezzo per uno schermo anti-spread che non veda il nostro differenziale a 300 entro San Valentino sarà alto. Molto alto. Alle soglie del commissariamento dei conti.

Perché, come vi dico da mesi, il miracolo Pnrr va già riscritto. L’inflazione ha mandato a carte e quarantotto tutte le belle prospettive che vi erano contenute all’interno e, paradossalmente, il doping da credito di imposta del superbonus ha innescato l’overdrive rispetto a quanto ci spetta. I tempi si allungano.

Il Parlamento non ancora ratificato la riforma del Mes (chissà come mai?) e in Europa cominciano a perdere la pazienza: non a caso, a Roma stanno pensando di contattare Federica Sciarelli per avere notizie della seconda tranche dei miracolosi 209 miliardi del Recovery Fund. Sta accadendo tutto sotto il nostro naso, en plein air ma magicamente avvolto dalla nebbiolina azzurra e stordente dell’infodemia sanitaria. Non lo dico per me, ognuno si gratta le proprie rogne da solo. Ma per voi, liberi e vaccinati: svegliatevi, prima che sia tardi. Perché in questi giorni di tour de force quirinalizio, una sola cosa di reale è emerso dalle chiacchiere intercettate a microfoni spenti, in arrivo dal fronte Pd: Qui viene giù tutto.

Siamo al conto alla rovescia di Suburra. Ma se vi basta la Schadenfreude sanitaria di sapere quelli come me esclusi dall’acquisto in negozio di un nuovo notebook per accettare la Troika, divertitevi.

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI





© RIPRODUZIONE RISERVATA