SPY FINANZA/ La “sfida” del Governo alla Germania che rischiamo di pagar caro

- Mauro Bottarelli

L’economia del nord è quella che garantisce accesso al mercato e fiducia in un Paese importante come la Germania. Conte, però, la penalizza

Merkel Germania
Angela Merkel, Cancelliera della Germania (LaPresse)

Non so quanti di voi abbiano visto il film I guerrieri della notte. Immagino pressoché tutti. La storia di una gang di Coney Island costretta ad affrontare una notte di combattimenti nelle strade di New York per sopravvivere, dopo essere stata ingiustamente accusata dell’omicidio del grande capo della banda più grande, Cyrus, nel corso di un raduno nel Bronx. E proprio dal discorso tenuto da Cyrus prima di essere ucciso voglio partire per il mio articolo di oggi, ricordandone il concetto base: in tutta la Grande Mela ci sono potenzialmente 60.000 affiliati alle gangs di strada. E solo 20.000 poliziotti. Quindi, se le bande smettono di farsi la guerra le une contro le altre per il controllo di un isolato e si alleano, possono prendere il potere.

Perché ho rievocato questo classico della filmografia anni Ottanta? Semplice, perché conosco Milano. E ho vissuto il lockdown della scorsa primavera, quello della cosiddetta prima ondata. Quello davvero pesante, un vero viaggio al termine della notte. Bene, ieri mattina la città era esattamente come il giorno precedente. Moltissimi negozi e bar erano chiusi, certo. Ma la gente era in strada, sui mezzi. Tutti dal parrucchiere, un’irrefrenabile urgenza collettiva di messa in piega o pizzetto da rifinire? O, forse, un’esasperazione che grazie al cielo è ancora confinata nel minimo sindacale di ribellione che è il ragionare in base all’assioma di Cyrus? Ovvero, difficilmente polizia, carabinieri e vigili potranno controllare tutta la città. Quindi, io esco e speriamo bene. In punta di autocertificazione, sempre più simile al lasciapassare di Fracchia, tanto per restare in tema di cinema anni Ottanta.

Atteggiamento sbagliato, nessuno lo nega. Ma la situazione è davvero esplosiva, altrettanto inutile negarlo. E il Governo mi pare non lo abbia capito, visto che la risposta implicita e indiretta che Italia Viva e parte del Pd stanno fornendo alla nuova diatriba fra Regioni e Stato è quella della cancellazione tout court della riforma del Titolo V attraverso l’introduzione della clausola di supremazia. Cicerone diceva che più un impero si avvia verso il declino e la conseguente implosione, più le sue leggi si fanno folli. Ecco, se preferite la saggezza latina a quella da strada di Cyrus, diciamo che qualcuno non ha ben capito su quale china stia scivolando il Paese.

Dopo mesi che non lo facevo, vi invito a stampare questo grafico e attaccarlo al frigorifero con un magnete o al computer con un post-it: deve diventare il riferimento assoluto, lo zenith. Almeno da qui al 10 dicembre. Ci mostra le dinamiche di debito su Pil previste per l’anno in corso dal Fondo monetario internazionale nella sua ultima review, pubblicata il 5 novembre.

Capite perché è assurdo prendere ad esempio la Germania, quando si vuole giustificare il ricorso strutturale a emissioni di debito e scostamenti di bilancio? La Germania può spendere perché i conti glielo consentono: nonostante quanto già messo in campo per contrastare la pandemia, prima e seconda ondata, è ancora ampiamente al di sotto della soglia psicologica del 100% nel rapporto fra indebitamento e crescita. Guardate gli altri. Guardate l’Italia, soprattutto. Bene, in perfetta contemporanea con la pubblicazione di questo dato, ecco quali erano i rendimenti obbligazionari corrisposti sul mercato da Italia e Spagna per i loro titoli di Stato a 10 anni: rispettivamente 0,65% e 0,07%. Ripeto, 10 anni.

Aggiungo un dato, nonostante non sia contemplato nella tabella: il decennale portoghese garantiva un rendimento dello 0,04%. Questo nonostante soltanto due giorni prima il Governo di Lisbona avesse proclamato un lockdown su scala nazionale che riguarda il 70% della popolazione del Paese. Ora, capite perché parlo con questa disinvoltura di commissariamento ormai garantito per il nostro Paese? Quanto può durare questa presa in giro, a vostro modo di vedere, prima che il cosiddetto mercato vada a vedere il bluff?

Quel costo del servizio del debito ridicolo è garantito solo e soltanto dagli acquisti della Bce. Punto. Se si fermano o anche soltanto rallentano o implicheranno delle condizioni che pongano criticità sul cammino, salta il banco. A tempo zero, perché se chi investe ci ha giustamente messo un po’ a fidarsi di questa traiettoria da ospedale psichiatrico, state certi che al primo tremore riguardo un ridimensionamento di quel supporto esiziale, partirà la sell-off sui titoli di Stato più a rischio, prima di restare con il cerino in mano. A vostro modo di vedere, se i debiti italiano e spagnolo sono così appetibili, perché i fondi pensione ne stanno alla larga? Perché Citigroup ha scritto agli investitori di vendere i Bonos che hanno in portfolio, sfruttando l’attuale valutazione massima?

Signori, al netto del ridicolo conclamato in cui si sostanzia uno yield iberico o lusitano praticamente a zero sulla scadenza decennale, vi pare possibile che un Paese incapace di dar vita persino a una pagliacciata da Terzo mondo come il click-day per il bonus monopattini possa davvero pensare che il suo premio di rischio per il debito a 10 anni sia lo 0,65%? Capite perché, quando sento un politico o un economista sostenere che il Mes sia inutile e potenzialmente dannoso, visto che ormai i costi di finanziamento su emissione ordinaria di mercato stanno flirtando con gli stessi tassi di favore che l’Europa ci propone (vincolandoli però a presunte e mitologiche condizionalità), mi viene da mettere mano alla pistola? La dipendenza esiziale, totale, patologica come l’ha definita Intesa-San Paolo nel suo ultimo studio, del nostro debito pubblico dagli acquisti Bce in deroga ai principi statutari del Qe, non è forse una condizionalità grande come un grattacielo?

Sicuramente la pensano così i Paesi non indebitati, gli stessi che starebbero infatti ponendo sotto pressione il board dell’Eurotower affinché vincoli appunto la deroga alle regole di capital key e limite per emittente nel piano di implementazione del Pepp previsto per il 10 dicembre all’attivazione da parte delle nazioni più indebitati dei fondi europei. Tradotto, fine dei pasti gratis per Italia, Portogallo e Spagna. Senza mettere nemmeno in preventivo lo stop o la limitazione dell’utilizzo di titoli di Stato greci come collaterale per operazioni di finanziamento, ipotesi che vedrebbe Atene rimettere indietro le lancette dell’orologio di un decennio. In tempo zero.

Capite perché il Governo sta giocando con il fuoco, scatenando una guerra di religione tutta politica contro i territori più produttivi del Paese? Se sei vivo solo grazie al respiratore della Bce, infatti, è perché esiste ancora una porzione della tua economia che ti garantisce accesso al mercato e fiducia dei partner, in primis la stessa Germania, la cui industria necessita della subfornitura di componentistica di qualità italiana. Ma se si tira troppo la corda, il principio di ri-localizzazione potrebbe prendere il sopravvento, visto che l’eventuale perdita di valore qualitativo o l’aumento di costi di fornitura sarebbero comunque compensati dalle fine della dilatazione a dismisura del bilancio Bce per finanziare deficit sovrani e comprimere artificialmente spread obbligazionari. È semplice, è matematica. Ma qualcuno a Roma, pare non capire. O non voler capire. Un azzardo pesante. Molto, molto pesante.

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