“Stanco di consolare chi porta Covid a casa e nonni muoiono”/ Galli “virus è subdolo”

- Emanuela Longo

Il prof. Massimo Galli al programma “Accordi e Disaccordi”: “Inconsolabili le persone che portano il virus a casa e i genitori muoiono”

massimo galli
Massimo Galli (Fuori dal coro)

Ospite della trasmissione “Accordi e Disaccordi” sul Nove, andata in onda nella prima serata di ieri, il professor Massimo Galli, direttore del Reparto malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, ha commentato con non poca amarezza quello che è successo negli ultimi mesi. L’infettivologo non le manda di certo a dire nei confronti di chi per mesi ha incautamente violato le norme anti Covid portando il virus in casa e infettando anche i propri anziani. Nel corso del programma di approfondimento condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi ha commentato quanto accaduto nel nostro Paese: gli italiani hanno davvero dato segno di irresponsabilità rispetto all’emergenza Covid? “Guardi, io non ho voglia di prendermela con gli italiani però quello che trovo più grave in assoluto è che non si sia ancora capito come questa cosa è maledettamente subdola”. “Sono anche amareggiato e stanco di dover consolare l’inconsolabile”, ha aggiunto Galli, facendo riferimento a “quelle persone che sanno di avere portato l’infezione a casa, genitori o nonni che magari sono andati nell’altro mondo”.

GALLI SULLA GESTIONE DELLA PANDEMIA IN ITALIA

Il prof. Galli non ha nascosto le sue notevoli perplessità sulla gestione della pandemia, ed al medesimo programma, in collegamento, ha proseguito la sua riflessione asserendo: “Temo che su tutta questa vicenda si sia ancora molto lontani dall’aver acquisito una robusta comprensione di quella che è la sua realtà e del fatto che con un virus come questo non puoi entrare in trattative”. Una sentenza in parte lapidaria, quella avanzata dal direttore del Reparto malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, secondo il quale tra la popolazione italiana non si sarebbe ancora del tutto sviluppato quel senso di responsabilità e prevenzione necessarie in un momento difficile e complicato come quello che stiamo vivendo. Un discorso che vale a maggior ragione adesso che si avvicinano le festività natalizie che fanno nuovamente accendere i riflettori sul temuto “liberi tutti” già vissuto in estate ma che adesso sarebbe assolutamente da evitare.



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