Statali, stretta del fisco: dal 2026 controlli su cartelle non pagate e tagli fino a 350 euro per 180mila lavoratori Pa con debiti sopra i 5mila euro
COSA PREVEDE LA STRETTA PER I LAVORATORI PA
Stretta del Fisco all’orizzonte per migliaia di lavoratori statali: dal 2026 le amministrazioni pubbliche saranno obbligate a controllare se i loro dipendenti hanno debiti fiscali non pagati superiori a 5 mila euro. La stretta ora colpisce anche i dipendenti pubblici con stipendi compresi tra 2.500 e 5.000 euro: una platea prima esclusa, perché il provvedimento riguardava solo chi superava i 5.000 euro.
Come ricostruito dal Messaggero, per gli statali con cartelle esattoriali oltre i 5.000 euro scatterà automaticamente il pignoramento in busta paga da parte dell’Agenzia delle Entrate. Le trattenute saranno immediate e predeterminate: un decimo dello stipendio per chi non supera i 2.500 euro e un settimo per chi si colloca tra 2.500 e 5.000 euro.

Tradotto in cifre, significa una riduzione mensile di circa 175 euro su una busta paga da 2.500 euro, fino ad arrivare a 350 euro per chi percepisce 5.000 euro. Il prelievo continua fino a quando il debito non viene estinto.
COSA CAMBIA DA GENNAIO PER GLI STATALI
I numeri del Ministero dell’Economia delineano un impatto significativo: fino a 180 mila dipendenti pubblici con stipendi oltre i 2.500 euro potrebbero essere coinvolti. Di questi, 30 mila hanno debiti che superano i 5.000 euro e guadagnano circa 3.500 euro al mese. I sindacati, però, protestano – con UIL PA in particolare, che parla di “attacco agli statali” – perché la misura sarebbe considerata discriminatoria, visto che riguarda solo i dipendenti pubblici, mentre in Italia ci sono ben 22,8 milioni di contribuenti indebitati.
COSA FARE PER EVITARE TRATTENUTE
Va chiarito che il pignoramento non è una novità in sé: la vera svolta è l’accelerazione della procedura, pensata per intervenire più rapidamente sugli stipendi dei lavoratori statali. Questa stretta, infatti, era stata introdotta con la precedente legge di bilancio. Comunque, ci sono due opzioni per evitare il taglio: pagare le cartelle non saldate, regolarizzando la situazione, oppure aderire alla “rottamazione quinques”, una nuova forma di definizione agevolata che prevede la presentazione della domanda entro il 30 aprile del prossimo anno, così da bloccare pignoramenti, fermi e ipoteche.
