Stefania Craxi/ “Berlusconi? Prima mi chiamavano per sapere se fosse morto, ora…”

- Silvana Palazzo

Stefania Craxi a L’Aria che tira sulla candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale: “Prima giornalisti mi chiamavano anche di notte per sapere se fosse morto, ora si conferma combattente”

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Stefania Craxi a L'Aria che tira

«La confusione istituzionale che viviamo oggi è figlia di quella brutta storia denominata Tangentopoli». A parlare è Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia che oggi è intervenuta in collegamento a L’Aria che tira. La conduttrice Myrta Merlino ha, infatti, ricordato che 22 anni fa moriva il padre Bettino Craxi. «Io credo sia un giorno estremamente doloroso per la Repubblica italiana. Lasciarlo morire ad Hammamet è un’infamia che ancora pesa nella storia repubblicana di questo Paese, un nodo che non è stato affrontato e di cui ancora non ci si rende conto della portata». Sollecitata sulla candidatura di Silvio Berlusconi, ha escluso che possa essere la fine di una storia che si ricompone.

«Il Paese deve molto a Berlusconi. In quel momento di grande dramma istituzionale, in cui vengono distrutti i cinque partiti storici che hanno fatto grande l’Italia, Berlusconi dà stabilità al sistema. Bisogna per questo essergliene grati». Poi Stefania Craxi ha lanciato una frecciatina. «Qualche mese fa, anche di notte, i giornalisti telefonano per sapere se Berlusconi fosse morto. Nel giro di qualche mese si riprende la scena politica, convince i suoi alleati a candidarlo alla Presidenza della Repubblica. Quindi, si è dimostrato ancora una volta un grande combattente».

“ANCHE NAPOLITANO E MATTARELLA ERANO DIVISIVI”

«Io credo che se non sarà lui, il prossimo Presidente della Repubblica dovrà restituirgli l’onore e nominarlo senatore a vita», ha dichiarato Stefania Craxi a L’Aria che tira. «Vorrei stigmatizzare il metodo: se la sinistra ha i voti, può anche votarsi un presidente di parte e divisivo. Napolitano e Mattarella, che poi hanno svolto un ruolo istituzionale importante, quando sono stati eletti erano divisivi. Se la sinistra non ha i voti, si scopre che il Presidente della Repubblica deve essere condiviso? Se Berlusconi sostiene il governo Letta, entra nel governo di larghe intese è quasi statista, se osa candidarsi alla Presidenza della Repubblica ritorna ad essere il Caimano di sempre?», ha provocato la statrice di Forza Italia. Peter Gomez, direttore del Fatto Quotidiano.it, le ha dato ragione: «Ha ragione quando dice che la sinistra non si può permettere di dire no rispetto a un candidato di centrodestra perché divisivo». Il problema per quanto riguarda Berlusconi è un altro secondo Peter Gomez: «Il problema di Berlusconi non è la divisività. Il Presidente della Repubblica deve essere un esempio».

PETER GOMEZ “BERLUSCONI HA FRODATO FISCO E…”

Peter Gomez ha proseguito: «Ha frodato il Fisco per 468 milioni e ha il braccio destro condannato per mafia, l’avvocato è condannato in via definitiva perché pagava i magistrati di Roma. È un problema etico e morale». Non è tardata ad arrivare la replica di Stefania Craxi: «In democrazia se uno è cangiabile può essere candidato. Gli elettori, che sono espressione del popolo, decideranno se tutto quello che dice Peter Gomez – che è comunque una persona intelligente, non ideologica, ma non sono d’accordo con lui – sono motivi che ostano la sua elezione. Esiste questo in politica e democrazia, esiste la libertà dei cittadini e dei loro eletti di decidere e di scegliere». Inoltre, ha mandato un messaggio a Lega e Fratelli d’Italia: «Io penso che lui si sia ancora dimostrato la figura di unire il centrodestra». Ma Stefania Craxi ha concluso il suo intervento tornando su una questione cara al padre: «Di grande lungimiranza era l’idea della riforma dello Stato in senso presidenziale».





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