Stefano Ansaldi ginecologo di Napoli morto: “Omicidio”/ Perizia “colpito alle spalle”

- Emanuela Longo

Stefano Ansaldi, ginecologo campano trovato morto a Milano: per la famiglia non sarebbe suicidio. Nuova perizia: “Fu omicidio”

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Stefano Ansaldi, Quarto Grado

Novità importanti nel giallo sulla morte di Stefano Ansaldi, il ginecologo campano trovato senza vita in un sottopasso a Milano, dove viveva e svolgeva la sua professione. Il professionista fu rinvenuto con la gola recisa da un taglio, forse procurato da un pugnale. Il ritrovamento choc avvenne il 19 dicembre scorso. La sua famiglia ha depositato nelle passate ore una perizia di parte con la quale si oppone alla richiesta di archiviazione avanzata lo scorso aprile dalla procura di Milano e che tendeva a chiudere il caso bollandolo come suicidio. I familiari del ginecologo però chiedono che venga fatta luce su quanto accaduto.

La procura aveva chiesto l’archiviazione anche alla luce delle risultanze investigative prodotte dai carabinieri e del risultato dell’autopsia compiuta sul corpo del medico 65enne nella quale si legge, come riporta Corriere della Sera: “In definitiva venendo al caso in esame, gli elementi morfologici discussi depongono per un gesto auto-lesivo”.

STEFANO ANSALDI, GINECOLOGO MORTO A MILANO: NUOVA PERIZIA “OMICIDIO”

Per la famiglia di Stefano Ansaldi, tuttavia, non si è trattato affatto di un suicidio. Una tesi che ora troverebbe conferma anche nei risultati della perizia di parte depositata dagli Francesco Cangiano e Luogo Sena e che propende per un’altra tesi del tutto opposta a quella della procura, ovvero che il ginecologo sia stato aggredito ed ucciso. Un omicidio, dunque. Secondo il perito incaricato, il medico legale Fernando Panarese, Stefano Ansaldi non si è potuto suicidare perché sarebbe stato assalito alle spalle, si suppone da uno sconosciuto che con la mano destra gli avrebbe inferto il taglio alla gola rivelatosi mortale. La lama lo avrebbe così ferito in modo letale partendo dal pomo d’Adamo e arrivando fino a sotto la mandibola destra. Secondo la perizia del medico nominato dalla famiglia della vittima, la dinamica e la direzione sarebbe stata del tutto innaturale per il movimento del polso del medico. Ora si attendono nuovi riscontri e soprattutto la decisione della magistratura.



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