Stefano Barilli, corpo decapitato nel Po: “suicidio”/ Giallo biglietto “plagiato”

- Emanuela Longo

E’ giallo sulla morte di Stefano Barilli: il corpo trovato nel Po decapitato. La madre continua a credere all’influenza di una psico-setta

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Caso Stefano Barilli, Telelombardia

Si torna a parlare dei due ragazzi scomparsi, Stefano Barilli e Alessandro Venturelli. Il corpo del primo ragazzo, 23enne scomparso da Piacenza lo scorso febbraio, è stato purtroppo trovato sabato nelle acque del Po. L’autopsia avrebbe svelato che si sarebbe trattato di un suicidio. Del caso si è occupata la trasmissione Iceberg Lombardia nella puntata di ieri, con tutte le ultime novità. Il corpo del giovane, come svelato da Marco Oliva, è stato rinvenuto martoriato dalle acque e probabilmente dai pesci, in quanto rinvenuto senza cranio. Proseguono invece le ricerche dell’altro giovane scomparso, Alessandro Venturelli mentre la famiglia spera dopo i presunti avvistamenti. Sul caso di Barilli la procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio: qualcuno lo ha spinto a questo gesto drammatico?

Le telecamere della trasmissione di Telelombardia si sono recate sul luogo del ritrovamento del corpo di Stefano Barilli, dove hanno intercettato il pescatore che ha rinvenuto il corpo del ragazzo: “Pensavo fosse un manichino perchè non aveva la testa, non vedevo la parte delle gambe perché erano immerse nel legno”. Nelle tasche dei pantaloni, in una busta sigillata, è stato rinvenuto un biglietto nel quale annuncia il suicidio, insieme ai documenti. Nel biglietto diceva che nessuno lo avrebbe spinto al suicidio. Resta però il giallo della decapitazione. Potrebbe essere colpa del pesce siluro? Per i pescatori della zona assolutamente no.

STEFANO BARILLI, CORPO DECAPITATO NEL PO: I DUBBI

La mamma di Stefano Barilli non crede del tutto alla tesi del suicidio, o meglio, crede sia stato spinto a compiere questo gesto drammatico. E’ giallo anche sul contenuto del biglietto nel quale il ragazzo annuncia il suicidio: “Potrebbe essere l’estrema volontà di far capire a chi avrebbe trovato il corpo di non sentirsi in colpa per il suo gesto”, ha commentato l’ex poliziotto Celeste Bruno. Secondo il giornalista Giangavino Sulas, il ragazzo sarebbe stato plagiato, da qui il biglietto lasciato da Stefano prima del gesto. “Questo ragazzo è la vittima di un plagio atroce, per questo è un grandissimo plagio da sviluppare”, ha commentato l’inviato di Oggi. Secondo l’avvocato Taormina allo stato dei fatti si tratterebbe di un suicidio.

La madre di Barilli ha deciso di chiudersi nel silenzio ma alla stessa trasmissione aveva raccontato: “Erano tre anni che Stefano si era trasformato, tornando da 4 mesi a Londra aveva modificato il suo modo di essere, di vestirsi, aveva cambiato le relazioni”. La donna continua a credere all’influenza di una psico-setta. “E’ stato vittima di qualcuno fino alla paranoia”, ha ribadito Sulas riprendendo le parole della madre. “E’ vittima di qualcuno o di qualcosa”, ha aggiunto.

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