Stefano Fresi/ “Sta tra la gente, credono a Vasco perché..” (La Tempesta Perfetta)

- Dario D'Angelo

Stefano Fresi è tra i volti dello spettacolo che racconteranno il Modena Park di Vasco Rossi a La Tempesta Perfetta su Rai Uno.

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Stefano Fresi (Rai)

Stefano Fresi tesse le lodi di Vasco Rossi durante l’intervista realizzata per la puntata speciale de La Tempesta Perfetta. Il docufilm che celebra il grande Blasco ha tra i suoi protagonisti personaggi del mondo dello spettacolo come Fresi, evidentemente innamorato dell’artista Vasco Rossi. Sono infatti molteplici i meriti che l’attore riconosce al suo idolo, sia umani che artistici. “Quando Vasco Rossi parla dice delle cose a cui credi. Finisci per credergli perché ciò che dice le dice da dentro. Vasco è una persona che sta ancora per strada tra la gente e dice cose in cui tutti si riconoscono”, spiega Fresi. L’attore, insieme a Luca Zingaretti ed Elena Sofia Ricci, è a tutti gli effetti un fan sfegatato di Vasco Rossi, come si intuisce dalle sue parole. (Aggiornamento di Jacopo D’Antuono)

STEFANO FRESI, FAN D’ECCEZIONE PER VASCO ROSSI

Stefano Fresi è uno dei fan d’eccezione di Vasco Rossi che racconteranno il loro punto di vista sul Modena Park, il concerto evento che tre anni fa rappresentò con ogni probabilità l’Everest di una carriera da star del rocker di Zocca, a La Tempesta Perfetta su Rai Uno. Ma ad aggiungere rilevanza all’amore artistico provato da Stefano Fresi nei confronti di Vasco c’è una peculiarità che contraddistingue l’attore: egli è infatti un compositore, un cantante e un musicista. Insieme a sua sorella, Emanuela Fresi, e a Toni Fornari forma il trio comico-musicale Favete Linguis. Cosa c’entra questo con Vasco? Di certo si può dire che l’apprezzamento di Stefano Fresi nei confronti del Blasco sia basato non soltanto su un sentimento “viscerale” e istintivo, quanto anche dalla competenza di un “collega” che sa riconoscere il valore di un vero e proprio fuoriclasse quale Vasco.

STEFANO FRESI: “SUONO DA QUANDO SONO BAMBINO”

Stefano Fresi ha parlato del suo rapporto con la musica in un’intervista concessa a Il Corriere della Sera qualche anno fa: “Suono da quando sono bambino. Ho iniziato per caso, da piccolissimo su una tastierina giocattolo, ho studiato al Conservatorio e pian piano ne ho fatto un mestiere. La musica va d’amore e d’accordo con la recitazione: la lingua è suono, la musica ti insegna valore della pausa, del ritmo”. Sulla sua attività di compositore ha detto: “Ho scritto musiche per una novantina di spettacoli, per tantissimi jingle per la Rai, per il Romeo e Giulietta di Proietti, per uno spot per Tornatore. E canto: da 25 anni ho un trio vocale, il Favete Linguis con mia sorella latinista che ha rubato il nome a Orazio. Ma non tutti lo sanno, è vero, di recente si è stupito anche Peppe Barra. Sul set del sequel di Smetto quando voglio. Lui fa il direttore del carcere in cui noi ricercatori siamo rinchiusi e mette in scena uno spettacolo in cui mi esibisco. Dopo il ciak si è girato verso Sydney: “O guaglione canta”. Detto da Barra, una vera medaglia”.







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