Stefano Pernigotti, morto re dei Gianduiotti/ Patron fino al ’95: cavaliere rimpianto

- Niccolò Magnani

Morto Stefano Pernigotti, patron fino al 1995 dell’azienda dolciaria e re dei Gianduiotti: cavaliere rimpianto, dopo la sua cessione la forte crisi societaria

Pernigotti, chiude l'azienda
Pernigotti

Lutto a Novi Ligure per la morte del cavalier Stefano Pernigotti, patron dell’omonima azienda di dolci e cioccolato tra le più importanti d’Italia: è una giornata terribile per il settore visto che proprio oggi è venuto a mancare anche lo storico patron dell’azienda di Verona, Alberto Bauli. Due fulgidi esempi dell’industria italiana, due infaticabili imprenditori e due uomini che hanno saputo investire e rischiare nelle proprie idee: come Bauli, anche il cavalier Pernigotti ha ereditato l’azienda del padre anche de in questo caso il vero fondatore della Pernigotti resta il nonno Stefano Giuseppe che nel 1860 diede vita ad una delle prime industrie del cioccolato in Italia. Dopo l’acquisizione della Sperlari e con l’ingresso in società a partire dal 1960, Stefano Pernigotti rivoluziona il concetto di azienda e lega il successo sempre crescente dei Gianduiotti di Novi Ligure assieme alla cura “tout court” dei dipendenti e delle famiglie che gravitavano il mondo Pernigotti. Con stile alla Olivetti, il patron e cavaliere del lavoro restò nel cuore dei dipendenti piemontesi, affetto rinsaldato dopo la tragedia che colpì l’imprenditore nel 1980 con la morte dei suoi due figli in un incidente stradale in Uruguay. Un dolore che non riuscì’ del tutto a superare tanto che nel 1995 decise di vendere l’azienda ai fratelli Averna di Caltanissetta.

ADDIO AL SIGNOR PERNIGOTTI, CAVALIERE RIMPIANTO

La forte crisi aziendale che oggi vive ancora la Pernigotti nacque proprio in quel 1995, con la perdita di una mente illuminata e attenta all’intera filiera produttiva e umana come quella di Stefano Pernigotti: 18 anni dopo la vendita ai turchi Toksoz diede l’effettivo “punto finale” ai problemi oggi molto intricati a livello legale ed economico, con il compianto imprenditore che comunque seguì da vicino tutto lo svolgersi degli atti rimanendo sempre molto interessato e dispiaciuto. Un cavaliere rimpianto e sempre amato dalla gente di Novi Ligure, il luogo dove tra l’altro verrà sepolto dopo i funerali che si terranno a Milano nelle prossime ore: sepolto a Novi Ligure nella tomba di famiglia dove lo aspettano la moglie e i figli. L’ultima uscita in pubblico risale al 13 marzo 2019 per il suo 97esimo compleanno, evento non ripetuto quest’anno per via del lockdown: come lo ricorda il quotidiano piemontese “il Piccolo” «Novi Ligure ha perso uno dei suoi concittadini più stimati e benvoluti, un industriale lungimirante e rispettoso dei suoi collaboratori; un uomo che non lesinava aiuto a chiunque glielo chiedesse. Un grande personaggio. Della sua bontà e del suo esempio i novesi vogliono e devono farne tesoro».

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