STOP ALLA QUARANTENA?/ “Bene la normalità, ma teniamo d’occhio i peggioramenti”

- int. Girolamo Sirchia

Si pensa allo stop della quarantena in caso di contagio. Ma occorre ancora prestare attenzione: in autunno si rischia una nuova ondata

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Nella metropolitana di Milano (LaPresse)

“L’obiettivo è quello della convivenza con il virus” ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, spingendosi ad annunciare una nuova misura: lo stop alla quarantena e all’isolamento domiciliare per i positivi. Significa che tutti coloro che vengono infettati dalla variante Omicron 5, oggi particolarmente attiva, sebbene non così letale da preoccupare, non dovranno più trascorrere neanche un giorno chiusi a casa, ma potranno tranquillamente circolare. “È vero che bisogna cercare di normalizzare il più possibile la vita delle persone” dice al Sussidiario Girolamo Sirchia, ex ministro della Salute, “e che, data l’enorme crisi economica che stiamo attraversando, il turismo per l’Italia è necessario come l’ossigeno, ma almeno si diano un po’ di informazioni in più, perché il Covid circola ancora e in autunno tornare alle misure di sicurezza sarebbe qualcosa di molto amaro e doloroso”.

Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha annunciato che una norma che toglierà l’isolamento domiciliare per chi risulta positivo al virus Sars-CoV-2, perché sarà nell’ordine delle cose abituarsi alla convivenza con il virus. Che ne pensa?

La mia idea è che serva un ottimismo più cauto.

Cioè?

Capisco la necessità di tornare a normalizzare la vita sociale, al fine di sostenere anche l’economia e il lavoro, soprattutto in questa stagione estiva dando fiato al turismo, però bisogna fare i conti con la realtà. Lo diceva Winston Churchill: tutte le ipotesi e le teorie sono bellissime, ma ogni tanto guardiamo i numeri della realtà.

La realtà in questi ultimi giorni ci dice che il numero dei contagi e dei decessi è di nuovo in risalita, è questo che intende?

Esattamente. La realtà non è ancora quella che abbiamo sperato, non abbiamo ancora una chiara idea sull’evoluzione di questo virus. Sappiamo però che una sua evoluzione non mancherà in autunno, quando avremo il ritorno agli ambienti chiusi, agli assembramenti, alle scuole. Non vorrei che questa necessità di normalizzarci la vita si vada a scontrare con qualche peggioramento.

Non siamo però davanti alle cifre di due anni fa, non crede? O teme ci si possa tornare?

Quello no, avendo una grande quantità di persone vaccinate non sarà un dramma come abbiamo visto in passato, ma abbiamo anche delle novità che sono sempre in azione, come le varianti. È anche vero che ci sono vaccini specifici contro queste varianti che dovrebbero essere in arrivo fra poco.

Nel frattempo siamo ancora esposti al contagio?

Viviamo una situazione di equilibrio ed è difficile fare una previsione, ma una certa prudenza la metterei in campo.

Forse ci si dimentica che ci sono categorie a rischio, come le persone fragili, che si tende a trascurare in questa corsa alla normalità?

Ci sono anche i non vaccinati. Meno male che le mascherine sui mezzi pubblici e sui treni sono ancora in uso. Indubbiamente credo che sia un equilibrio di cui non possiamo prevedere l’esito. Se le cose dovessero peggiorare, si dovrà inesorabilmente tornare ai restringimenti. Dare via libera a tutto renderà più amara un’inversione di tendenza. Il turismo per noi è una risorsa indispensabile per contrastare la crisi economica, e in questo momento ha la priorità. Ma anziché dire: siamo in estate, godiamocela perché va tutto bene, direi: facciamo attenzione, mettiamo in atto ogni misura di sicurezza possibile, perché potremmo avere una brutta sorpresa in autunno.

Ad essere sollecitata è la responsabilità personale. Forse non è un buon modo di procedere?

È giusto fare appello alla responsabilità personale, ma questa va stimolata con una corretta informazione.

(Paolo Vites)

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