STORIE DA COVID/ Simone: da negativo a positivo in 2 giorni, ecco cosa mi è successo

- int. Simone De Angelis

Il Covid è difficile da identificare, si nasconde e può spuntare all’improvviso, anche dove meno te l’aspetti. Come dimostra questa storia personale

tampone roma Costanza Crescimbeni
(LaPresse)

Una delle principali difficoltà che hanno sempre segnalato medici ed esperti del settore sanitario è la possibilità di capire come “funziona” il Covid-19. Ad esempio, moltissime persone lo hanno contratto senza neanche accorgersene, altre sono state infettate ma hanno risolto con la quarantena, tornando in pochi giorni in buone condizioni. Altri, purtroppo, sono deceduti e continuano a morire. Ma soprattutto ancora non si è ben compreso come si viene contagiati: assembramenti, affollamento sui mezzi pubblici, certo, ma non solo. Quello che ci ha raccontato Simone De Angelis, imprenditore romano nel campo del settore delle pulizie, è significativo. Persona di sana costituzione, sportiva, senza alcun problema fisico, costretto a muoversi per lavoro per tutto il paese, è risultato negativo a un primo tampone, poi a un secondo test nel giro di due giorni è risultato positivo: “Mia figlia, che non vive con me, è risultata negativa al tampone, ma il test sierologico ha rivelato che ha le proteine del Covid, gli anticorpi, quindi ha contratto il virus senza mai stare male”.

Quando si è accorto di aver contratto il Covid? Al momento è a casa, con quali sintomi?

Sono in quarantena dallo scorso weekend, ma non avverto alcun sintomo, se non la mancanza di olfatto. Avevo eseguito un primo tampone in via prudenziale perché dovevo andare a trovare un amico 70enne con vari problemi fisici ed ero risultato negativo. Poi dal mio amico non sono più potuto andare, ho rifatto il tampone venerdì, perché avevo dimenticato la ricevuta del primo test, e sono risultato positivo.

Nel giro di due giorni è dunque passato dall’essere negativo a positivo, è così?

Sì, esatto.

Ha avuto difficoltà a fare i tamponi? In televisione si vedono file lunghissime e attese di ore…

No, fortunatamente ho dovuto attendere solo 40 minuti, un tempo accettabile.

Che tipo di tamponi ha fatto, visto che ne esistono tre diversi?

Il primo era il tampone veloce, quello sierologico; il secondo quello monoclonale.

E’ quello che dà i risultati più sicuri. Lei ha famiglia?

Sono separato, vivo con una compagna e anche qui è successa una cosa strana: anche lei sabato ha fatto il tampone ed è risultata negativa, ma sta bene, non ha nessun sintomo.

Il grande problema del Covid, che mette in difficoltà i ricercatori, è il fatto che colpisce in modo diverso le persone: tanti vi entrano in contatto ma senza neppure accorgersene.

Infatti, penso al caso di mia figlia, ventenne, che ha fatto il test sierologico e risulta avere le proteine del Covid, gli anticorpi, eppure è negativa. Ma anche lei non è mai stata male.

Lei ha molti contatti con persone: ha frequentato luoghi affollati?

Per lavoro giro tutta l’Italia, sono sempre esposto, però faccio vita sportiva, non ho nessun problema di tipo fisico o sanitario. Sono anche in disaccordo con l’idea di tornare a un lockdown, seppur meno stringente rispetto alla scorsa primavera.

Non teme che nei locali, nei bar e sui mezzi pubblici dove le persone si ritrovano numerose si possa diffondere il virus?

Sicuramente c’è il rischio e sicuramente bisogna osservare le regole di sicurezza come mascherina e lavaggio delle mani, ma chiudersi in casa è peggio, ci si ammala di più. Stiamo combattendo una guerra e va affrontata. Il problema vero, però, è la sanità.

In che senso?

Non ci sono protocolli sicuri, la sanità non fa il bene delle persone. Non mi sento sicuro degli ospedali, non li vedo come un luogo di protezione, ma come una causa di infezione. Se un anziano va a fare il tampone in ospedale, è molto probabile che poi ne esca con il Covid.

Ma medici e infermieri sono i primi a essere a rischio, non pensa?

Sono operai, le responsabilità sono nazionali politiche, sanitarie, non è solo incapacità, ma è un sistema che vuole questa situazione.

Come persona contagiata che consigli si sente di dare?

Vita sana, alimentazione sana, assunzione di vitamine C e D, perché il nostro corpo ha bisogno di sviluppare anticorpi, mantenere in forze il sistema immunitario. Siamo in guerra e dobbiamo combatterla.

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