Studentessa stuprata e uccisa in chiesa/ “Voleva diventare ministro di culto”

- Dario D'Angelo

Uwaila Vera Omozuwa, studentessa nigeriana di 24 anni, è stata stuprata e uccisa mentre si trovava nella sua chiesa: “Voleva predicare la parola di Dio”.

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Studentessa uccisa in chiesa (foto CNN)

Voleva diventare ministro di culto e “predicare la parola di Dio” ma è stata stuprata e uccisa proprio in chiesa. E’ a dir poco tragica la storia di Uwaila Vera Omozuwa, studentessa di microbiologia all’università di Benin City in Nigeria, trovata morta in una pozza di sangue, mezza nuda, nella Chiesa cristiana redenta di Dio nello Stato di Edo. A riportare l’accaduto è la Cnn, secondo cui la 22enne studentessa di microbiologia, da sempre appassionata di teologia, si era recata in chiesa per studiare in tranquillità, lontana dagli schiamazzi dei fratelli. “La chiesa era il suo posto preferito”, ha detto Judith, la sorella di 24 anni. “Che sia stata uccisa dove ha sempre trovato la pace è semplicemente devastante”. Omozuwa, infatti, in quella chiesa aveva fatto per anni parte del coro. Un uomo è stato arrestato per il delitto: secondo la scientifica la ragazza è stata colpita alla testa con un estintore trovato sulla scena.

STUDENTESSA STUPRATA E UCCISA IN CHIESA

Ma ci sono anche altri risvolti nella vicenda della mote di Omozuwa, la studentessa che voleva diventare ministro di culto ed è stata uccisa nella sua chiesa. La sua famiglia, infatti, ha dichiarato alla CNN che i medici hanno detto loro che la ragazza è stata stuprata. Nonostante ciò, la polizia ha smesso di parlare di stupro e si è riferita all’accaduto parlando di “aggressione sessuale disumana”. Lo stupro è considerato uno stigma nella maggior parte delle famiglie nigeriane ed è straordinario che la sua famiglia abbia rivelato che le è successo questo, ha detto alla CNN il direttore di Amnesty International Nigeria, Osai Ojigho. “Dimostra come la polizia non sia disposta a indagare nemmeno sui casi di stupro e piuttosto indagherà sulle accuse di omicidio. Entrambi sono crimini efferati e nessuno dovrebbe essere respinto per l’altro”, ha detto Ojigho.

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