Stupro di gruppo a Trapani/ Papà vittima: “All’inizio non le ho creduto ma poi…”

- Davide Giancristofaro Alberti

Storie Italiane ha nuovamente intervistato il papà della 18enne violentata a febbraio a Trapani da parte di un gruppo di quattro giovani

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Stupro di gruppo a Trapani (Storie Italiane)

A Storie Italiane si è torna a parlare della vicenda della 18enne stuprata in quel di Trapani, in Sicilia, da parte di quattro ragazzi. Il programma di Rai Uno ha intervistato nuovamente quest’oggi il padre della vittima: “Mia figlia stamattina è andata a scuola in presenza, l’ho vista tranquilla, rispondeva bene, per cui non sono preoccupato, non le telefono per non disturbarla. Si è un po’ più aperta, ha capito che deve comunicare con noi e quando ci sono problemi me li deve dire, non facendo così non possiamo capire le sue preoccupazioni, paure, indisposizioni”.

E ancora: “Ho spiegato perchè all’inizio non avevo dato credito alle sue parole, e lei ha capito. Anche la stampa ha capito”. In collegamento anche il dottor Villardita, legale della famiglia della presunta vittima: “L’ho sentita e ascoltata per quattro ore, ho letto anche gli atti, e devo dire che le intercettazioni forniscono un quadro terrificante, il quadro è gravemente indiziario come è stato ritenuto dal gip che ha emesso l’ordinanza. Non possiamo assolutamente parlare di colpevolezza, non possiamo dire che l’indagato è colpevole sino a sentenza. Tutelerò con forza la ragazza e cercheremo di far emergere la verità processuale e sostanziale che già comunque emerge”.

STUPRO DI GRUPPO A TRAPANI, LA PAROLA AGLI AVVOCATI

In collegamento anche l’avvocato di due dei presunti stupratori: “Al momento sono in carcere, nessuno dei due è il cosiddetto compagno. Loro al momento hanno fornito la loro versione, specificando su alcune circostanze come chiesto dal gip e dal pubblico ministero. Tutti i ragazzi hanno responsabilità diverse ed è per questo che due sono in carcere mentre gli altri due sono ai domiciliari”. In totale vi sono cinque persone interessate, quattro maggiorenni e un minorenne. I due cugini sono in carcere, quelli difesi dal legale Mattozzi, e che hanno parlato, mentre gli altri due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il papà della presunta vittima ha poi ripreso la parola: “Ognuno per difendersi dice ciò che gli fa comodo, ci sono indagini in corso, non posso fare altro che auspicare il buon lavoro che hanno fatto i carabinieri e quella che sarà la procedura giurisdizionale. Per il momento faccio la spugna che assorbe poi quando sarà il momento parlerò in tribunale”.



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