SUD & INDUSTRIA/ Oggi a Bari la presentazione del CESDIM

- La Redazione

Viene presentato oggi all’Università degli Studi di Bari il CESDIM, Centro Studi e documentazione sull’industria nel Mezzogiorno

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Lo stabilimento Ilva di Taranto (LaPresse)

Viene presentato oggi alle 10:30 presso il Rettorato nel Palazzo Ateneo dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro il CESDIM, Centro Studi e documentazione sull’industria nel Mezzogiorno, istituito presso il DISUM-Dipartimento di studi umanistici, ove è ospitata la sua sede nell’Istituto di Storia dell’industria.

Il Centro, promosso dal prof. Federico Pirro, docente di Storia dell’Industria presso lo stesso Ateneo, nasce con una duplice finalità: la prima, costituita dal proposito di contribuire a ricostruire scientificamente la storia dell’industrializzazione nelle otto regioni dell’Italia meridionale, dalla ricostruzione del secondo dopoguerra ai giorni nostri, in un arco temporale di oltre 70 anni che hanno cambiato profondamente il volto produttivo del Mezzogiorno, favorendo la sua modernizzazione e collocandolo nel contesto delle aree europee più industrializzate.

In realtà, nell’Italia meridionale non esiste ancora un archivio in cui si sia tentato di raccogliere documentazione per una storia di industrie e imprenditori presenti in tutto il Mezzogiorno; esistono, com’è noto, archivi e musei di singole imprese, come quello imponente dell’Enel a Napoli sull’industria elettrica, o musei e archivi di aziende in Puglia, Calabria e in altre aree, ma non esiste ancora una struttura in cui ci si proponga di raccogliere, ordinare, catalogare e rendere fruibile un patrimonio documentario riferito alla storia di tutta l’industria localizzata nell’Italia meridionale.

Tale patrimonio, com’è intuibile è vastissimo, ma al momento è molto frammentato. Naturalmente il CESDIM – che pure già possiede materiali e volumi sulla storia dell’industria delle otto regioni meridionali – non intende centralizzare presso la sua sede la raccolta ‘fisica’ di tale vastissimo patrimonio, ma vuole contribuire a individuarlo e a salvarlo, operando in stretta collaborazione con altre Istituzioni di ricerca diffuse nel Sud, e puntando così alla creazione di una rete di centri in tutto il Mezzogiorno collegati on line, e tendenzialmente accomunati in un unico disegno di ricerca e salvaguardia documentale e di promozione culturale.

Specificare poi che si vorrà attivamente partecipare allo studio della storia dell’industrializzazione nell’Italia meridionale dal secondo dopoguerra ad oggi significa voler contribuire a ricostruire non solo la storia dell’imprenditoria meridionale – che tanto ha concorso ad essa – ma anche quella della presenza delle grandi imprese settentrionali ed estere, pubbliche, private e cooperative che tanta parte hanno avuto e tuttora hanno nella crescita industriale del Sud.

Per tale ragione l’orizzonte di ricerca e di studio del CESDIM vuole essere un orizzonte di respiro nazionale e internazionale.

La seconda finalità del CESDIM, invece, è rappresentata dal proposito di condurre studi sulle dinamiche attuali dell’industria nelle otto regioni del Sud per contribuire – sulla base di un’ampia documentazione statistico-documentaria da raccogliersi soprattutto a livello aziendale – a delineare le reali dimensioni dei processi di crescita degli apparati industriali territoriali, spesso sottovalutate quando non anche ignorate anche da pur prestigiosi centri di ricerca nazionali.

Il CESDIM pertanto è aperto non solo all’adesione di docenti universitari, ma anche di imprese italiane ed estere, Fondazioni culturali, associazioni di categoria, banche, Enti locali, testate giornalistiche, case editrici, Sindacati, perché vuole costituire un luogo di incontro fecondo fra cultura accademica ed esperienze aziendali, tanto più necessario in una fase storica come quella che stiamo attraversando in cui dovranno essere mobilitate sinergicamente tutte le migliori energie del territorio per affrontare e vincere le dure sfide imposte dalla ricostruzione post-pandemica.

Hanno già formalmente aderito Fondazione Enel, TD-Bosch, BHNuovo Pignone di Firenze, Gruppo Adler, le Acciaierie Venete, la Fondazione Dioguardi, Confindustria di Brindisi, la Steel Tech, la Progeva, la CMC, la iLABS, il mensile Economy e la Casa Editrice Este entrambi di Milano.

Il CESDIM – che sarà guidato dal Prof. Paolo Ponzio direttore del DISUM che assumerà la carica di Presidente e dal Prof. Federico Pirro che sarà Presidente onorario – si avvarrà per la definizione dei suoi programmi di lavoro di un Comitato scientifico composto da docenti universitari, imprenditori e dirigenti di azienda e potrà avvalersi inizialmente di una rilevante dotazione documentaria e bibliografica costituita dall’archivio che il Prof. Federico Pirro ha accumulato durante i 35 anni della sua attività di docente di Storia dell’Industria nell’Ateneo di Bari e che viene donato al Centro.

Ma la raccolta di volumi e documenti di varia natura sulla storia e sulle dinamiche dell’industria nell’Italia meridionale continuerà ogni giorno, potendo contare già sugli apporti archivistici che un rilevante numero di soggetti aderenti ha incominciato ad offrire.

Il CESDIM inoltre, volendo contribuire anch’esso al rafforzamento dei rapporti fra l’Ateneo di Bari e il territorio, fortemente voluto dal Rettore Prof. Bronzini e dal Senato accademico, intende offrire la possibilità anche a laureati in discipline umanistiche – cui potranno essere proposti seminari, corsi di alta formazione e master – di intraprendere percorsi di lavoro in aziende di varia tipologia, in una fase in cui molte imprese stanno valutando profili professionali ricchi di conoscenze umanistiche, ma anche formati ad una cultura d’impresa avanzata.

All’incontro di oggi saranno presenti il Rettore Prof. Stefano bronzini, il Prof. Paolo Ponzio, Direttore del DISUM e Presidente del CESDIM, e il Prof. Federico Pirro, Presidente onorario del Centro.

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