ITALIA PARAGUAY/ De Rossi in formato mondiale: è lui il nuovo leader azzurro

- La Redazione

Il centrocampista di Ostia firma una prestazione di alto livello spingendo la propria Nazionale al pareggio

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Non chiamatelo Capitan Futuro, perlomeno in Nazionale. Daniele De Rossi, mediano classe 1983, ha chiarito con i fatti che in Sudafrica incarna il presente (insostituibile) della Nazionale Italiana. Il centrocampista di Ostia è sceso in campo da campione del mondo, con la stella al merito e il dolce ricordo della Berlino che fu, e ha subito indossato l’elmetto, pronto per questa avventura mondiale. Senza tregua, dall’inizio alla fine, il numero 6 ha rappresentato il motore del centrocampo azzurro dove, coadiuvato da un ottimo Montolivo, ha innescato la stragrande maggioranza delle azioni italiane.

La grinta e il carattere, note consuete nel gioco del centrocampista giallorosso, si sono uniti ad un’alta percentuale di recuperi e passaggi ben riusciti, oltre a ripartenze e discese offensive che hanno fatto respirare squadra e compagni. Da un gol all’altro, senza paura di sbagliare. In occasione della rete sudamericana proprio Capitan Futuro è intervenuto in leggero ritardo (ma la mancanza più evidente è di Cannavaro) e, senza remore, ha fatto mea culpa nel post partita. “Era il mio uomo, lo dovevo marcare io, ci sono pochi discorsi da fare, chi marca deve marcare”, ha detto De Rossi a Sky. “L’1-0 è colpa mia”, ha poi ribadito ai microfoni di Raisport.

 

Onestà intellettuale e grinta da vendere. Non è certo bastato un mezzo errore a scalfire l’entusiasmo e l’ottima serata del centrocampista romano: prova ne è il gol del pareggio (il nono in 55 presenze) che, un po’ per caso un po’ per destino, porta la sua firma. Un sigillo determinante, seguito dalla corsa e dall’abbraccio collettivo degli azzurri che travolgono Daniele con gioia e affetto. Gattuso lo cinge a sè con inaudita potenza, Montolivo lo elogia, Lippi applaude. E a Roma, in piazza di Siena, migliaia di tifosi urlano di gioia davanti al maxischermo, laziali compresi.

 

La ripartenza della Nazionale in cerca del modulo giusto passa anche da questo ragazzo di Ostia che ha messo piede in Sudafrica con la voglia di far bene e cancellare la gomitata che nel Mondiale 2006 gli macchiò l’esperienza tedesca. Il De Rossi del 2010 è "capitano" a tutti gli effetti: lucido e carismatico, con grande pragmatismo in campo, sorprendente nella sua presenza martellante su tutti i palloni, rassicurante nella tigna di arrivare fino in fondo senza mollare. Con la maglia sudata e quella personalità forte, scatenata e genuina, ecco che è nato un nuovo leader, la pietra angolare di una Nazionale in cerca di identità. Che da oggi ha un capitano in più.

 

(Marco Fattorini)

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