MONDIALI 2010/ Olanda è finale: la Coppa resterà in Europa

- Sandro Bocchio

Un ruolino di marcia impressionante (iniziato nelle qualificazioni) guidato dai fenomeni Snaijder e Robben, così gli orange conquistano la finale e aspettano “la” rivincita, 36 anni dopo…

kuyt_ola_R375_7lug10

MONDIALI 2010 – Il passaggio è storico: per la prima volta una Nazionale europea vincerà la coppa del Mondo al di fuori del Vecchio Continente. Mai successo da quando è nato il torneo, nel 1930, e il merito è dell’Olanda, che nella prima semifinale ha battuto l’Uruguay. Una partita andata secondo i dettami della vigilia, perché la formazione di Tabarez, pur ferita dalle tante assenze, è stata controparte degnissima di una partita non bella ma appassionante, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo. Anche perché la squadra di Van Marwijck, a sua volta priva di un paio di elementi base per squalifica (soprattutto si è notata l’assenza di De Jong a centrocampo) ha evidenziato crepe che non si erano mai notate nelle partite precedenti, pagando soprattutto le amneesie di Stekelenburg tra i pali.

Ma la salvezza dell’Olanda sta nella qualità che può mettere dalla trequarti in su, e non è un caso che la vittoria sia arrivata – dopo la gran rete di Van Bronckhorst – grazie ai gol di Sneijder e Robben: il primo conferma quella continuità di rendimento che, dopo avergli fatto centrare la tripletta con l’Inter, lo ha condotto all’atto conclusivo del Mondiale (prestazioni che lo hanno messo sul podio dei favoriti per il prossimo Pallone d’oro unificato al Fifa World Player); il secondo ribadisce che, quando non è tormentato dai guai muscolari, è uno dei pochi giocatori al mondo in grado di fare sempre e comunque la differenza in virtù di una classe innata. Olanda che va avanti a suon di vittorie: sono sei in Sud Africa, che si vanno ad aggiungere alle otto centrate nel girone di qualificazione. Se c’è una squadra degna di essere in finale, questa è lei. Una finale raggiunta dopo 32 anni, visto che l’Olanda mancava dal 1978 (sconfitta dai padroni di casa dell’Argentina, indirizzati in qualche modo verso la conquista del titolo). Ma c’è da scommettere che se qualcuno chiede a un tifoso orange che avversaria vorrebbe domenica in finale, la risposta è scontata.

.

Perché agli olandesi brucia ancora quella caduta del 1974, al loro primo clamoroso affacciarsi sulla scena mondiale, quando la squadra del calcio totale, quella degli spettacolari Crujiff, Rep, Krol e Rensenbrink – e con l’immaginifico Rinus Michels in panchina – venne fermata solo all’ultimo atto dalla Germania Ovest. Fu la vittoria della prosa sulla poesia, del pragmatismo sulla fantasia. Oggi i ruoli si sono invertiti e la concretezza è tutta olandese a fronte di una Germania che fa dello spettacolo la chiave di lettura delle proprie partite. Sarebbe bello rivedere questa rivincita dopo oltre trent’anni, bisogna soltanto vedere se la Spagna sarà d’accordo.

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori