Sunisa Lee vittima di razzismo/ USA, l’olimpionica aggredita con spray al peperoncino

- Maurizio Mastroluca

Sunisa Lee, ginnasta americana di origini asiatiche, medaglia oro alle Olimpiadi di Tokyo è stata vittima di un episodio razzista con insulti e spray al peperoncino.

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Sunisa Lee, ginnasta americana (Foto LaPresse)

SUNISA LEE VITTIMA DI AGGRESSIONE RAZZISTA

Sunisa Lee, ginnasta americana di origini asiatiche, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo, è stata vittima di un episodio razzista. A raccontarlo è la stessa atleta nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista PopSugar. La ginnasta e alcuni suoi amici stavano aspettando un Uber a Los Angeles, quando delle persone a bordo di un auto si sono avvicinate a loro, rivolgendogli insulti razzisti e spruzzandogli dello spray al peperoncino, colpendo Sunisa Lee sul braccio.

Ero così arrabbiata, ha dichiarato Sunisa Lee nell’intervista di PopSugar, la quale continua: “Non c’era niente che potessi fare perché sono fuggiti subito dopo”. Secondo le statistiche riportate dall’FBI, nel 2020 gli Usa hanno subito un incremento di violenza nei confronti di persone di origini asiatiche. Sunisa Lee è solo l’ultima delle vittime di origini asiatiche a finire nel mirino di attacchi razzisti dopo la pandemia di Covid.

I PRECEDENTI: SAKURA KOKUMAI

L’aggressione razzista subita da Sunisa Lee non è la prima che vede vittima un’atleta di origini asiatiche. Negli scorsi mesi infatti, le atlete americane Sakura KokumaiChloe Kim, anch’esse di origini asiatiche, hanno denunciato di aver subito episodi di razzismo. Ad aprile, Sakura Kokumai, olimpionica di Karate, ha affermato di essere stata insultata verbalmente da un uomo mentre si allenava in un parco in California.

Chloe Kim, campionessa olimpica di snowboard, ha dichiarato di subire sui social network insulti razzisti ogni giorno. Secondo alcuni attivisti, questo potrebbe essere il risultato della retorica dell’ex presidente americano, Donald Trump, il quale aveva denominato il Covid-19 come “virus cinese”, parole che avrebbero alimentato il razzismo nei confronti delle persone di origini asiatiche.



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