SUPERMERCATI ASSALTATI PER CORONAVIRUS/ Milano-Lombardia: file enormi e mascherine

- Silvana Palazzo

Supemercati presi d’assalto a Milano e Lombardia: psicosi Coronavirus, scaffali vuoti, file enormi e mascherine. Sala e Fontana “non servono assalti ai negozi, rifornimenti ci sono”

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Supermercati presi d'assalto a Milano e in Lombardia (Foto: LaPresse)

Come riportano Le Iene sul loro canale Instagram, la situazione dei supermercati “assaltati” a Milano e nel Lodigiano non accenna a diminuire: «Ecco cosa sta succedendo al supermercato di #Codogno, il focolaio dell’epidemia: una fila interminabile che arriva fino al parcheggio». L’immagine è alquanto eloquente con tanto di mascherine e file chilometriche appena fuori uno dei supermercati presenti nella zona rossa del Coronavirus: nel frattempo la “corsa” alla scorta per la spesa continua addirittura nelle zone vicino Roma. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala in un messaggio social a tutta la cittadinanza lancia un appello che potrebbe essere valido un po’ per tutte le zone d’Italia coinvolte dall’epidemia: «Piuttosto che pensare ad accaparrarsi alimenti cerchiamo di spendere del tempo per prenderci cura di coloro che sono più gracili, i nostri anziani in particolare che sono soggetti al rischio. Questo è quello che fa una società sensibile e matura». Il Governatore della Lombardia Attilio Fontana ha poi raccomandato prudenza davanti alle “pandemie mediatiche” di questi giorni: «Aspettiamo di vedere gli esiti dei provvedimenti presi ieri che daranno un contributo a rallentare e interrompere il contagio. Nessuno pensava che fosse così aggressiva la diffusione. La corsa agli alimenti non ha senso. I rifornimenti sono assicurati». (agg. di Niccolò Magnani)

CORONAVIRUS, CAOS SUPERMERCATI A MILANO E LOMBARDIA

Temevamo la terza guerra mondiale, invece i supermercati sono stati presi d’assalto per il Coronavirus. Se i centri commerciali si sono svuotati a causa della diffusione del contagio, i supermercati hanno avuto nelle ultime ore un picco di accessi. Lo si nota dai banchi vuoti di generi di prima necessità. A Milano si fa incetta per timore delle conseguenze del Coronavirus, complice la psicosi. E quindi è caccia ai gel disinfettanti per le mani, che sono ormai esauriti, e alle mascherine, poi è corsa ai cibi in scatola, alle confezioni d’acqua, alla pasta e a tutto ciò che può essere conservato in casa. Le scene tra le corse hanno superato quelle della vigilia di Natale, quando peraltro il clima era ben diverso e le ragioni per le quali i carrelli erano stracolmi erano ben diverse. Il timore è che i negozi di alimentari possano chiudere all’improvviso, che Milano possa restare in “quarantena”, quindi in Lombardia la gente si è riversata tra gli scaffali dei supermercati alla ricerca di prodotti a lunga scadenza.

SUPEMERCATI ASSALTATI, ESSELUNGA “NON C’È CARESTIA”

Sulla caccia ai generi alimentari si è espresso anche il premier Giuseppe Conte, spiegando che «c’è una preoccupazione iniziale» per la caccia ai generi alimentari in alcune città per il Coronavirus, «ma non siamo di fronte ad una carestia alimentare». Intanto sui social circolano fotografie di bancali vuoti e ripiani senza merce. A dispetto di questa corsa agli acquisti, non c’è nessun allarme. Gli scaffali infatti non restano vuoti a lungo. Lo spiega, ad esempio, Esselunga, che ha aumentato la produzione e i servizi di rifornimento. «Nessun saccheggio, qualche scaffale inevitabilmente con meno merce viene subito rifornito. Nessun allarmismo dal lato nostro e grande afflusso, superiore al solito, anche per l’e-commerce. Ma tutto è assolutamente sotto controllo». E infatti, come riportato da Il Giorno, le scorte ci sono e i magazzini sono pieni: c’è stato un aumento dei flussi di trasporto dai magazzini ai punti vendita, quindi in questi giorni si può fare tranquillamente spesa, senza timore di non trovare nulla sugli scaffali.

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