Superbonus 110 proroga/ Dal 2024 nuove regole: ecco cosa cambia (5 dicembre 2023)

- Danilo Aurilio

Il Superbonus 110 contiene una proroga molto più ridotta rispetto a quella del 2023. Dal prossimo anno oltre ad una riduzione, sono previste delle nuove regole da dover rispettare

Cantieri per Superbonus Cantieri edili (LaPresse)

Il Superbonus 110 contiene una proroga che in realtà, stravolge la misura edilizia. I motivi di codesta decisione, sono imputabili essenzialmente a due conseguenze (dirette e connesse tra loro): per via di miliardi di frodi fiscali e la non sufficienza delle risorse economiche.

Dunque nel 2024, il Superbonus potrà essere richiesto ma non più al 110%, bensì al 70% (una riduzione drastica che causerà una mole di richiesta nettamente più bassa).

A partire dall’1° gennaio del 2024, le modifiche coinvolgono anche coloro che hanno iniziato i lavori e non li hanno completati. Ma non è tutto, perché nei casi in cui la CILAS per i lavori riportasse come data oltre il 17 febbraio del 2023, non sarebbe possibile sfruttare né lo sconto in fattura e né la cessione del credito.

Superbonus 110 proroga al 70%: le valide alternative

Il Superbonus 110 contiene proroga molto rigida, che prevede una riduzione drastica della misura, che come abbiamo già accennato, verrà passata al 70%, infatti, crediamo che in pochi ne vorranno usufruire.

A fronte di questa nuova decisione, coloro che vorrebbero iniziare dei lavori edilizi per poter ottenere un risparmio in termini di efficienza energetica, non avrebbero alcun interesse a cominciarli adesso (che siamo alla fine del 2023).

Tuttavia, potrebbero esserci delle valide alternative anziché ricorrere al Superbonus al 110%, come ad esempio l’ecobonus tradizionale, le cui agevolazioni possono arrivare fino al 75% massimo per i lavori effettuati in condominio, e in alcuni casi beneficiare del 50% in riferimento al bonus ristrutturazioni.

Per chi riesce a godere dei parametri di accessibilità, per tutto l’anno 2025, potrà sostituire gli infissi grazie al bonus delle barriere architettoniche, con un rimborso pari al 75% in cinque anni.

Le modalità di accredito – a fronte di quanto accaduto – dovrebbero essere presto modificate. Le agevolazioni infatti, non verranno più erogate ai contribuenti, ma all’ECO (il cui acronimo sta per Energy Service Company), ovvero società che mirano all’efficienza energetica chiavi in mano.





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