Superenalotto “Vincitori? Quei biglietti nelle scarpe”/ “Chi deve incassare ha paura”

- Chiara Ferrara

Per 14 anni stacca vincite del Superenalotto, adesso prossimo alla pensione racconta le emozioni vissute: “Chi viene ha tanta paura”

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Estrazioni del Lotto e Superenalotto

Superenalotto: le tecniche per “nascondere” la sestina vincente

In attesa delle estrazioni del Superenalotto e del Lotto di oggi, vi rendiamo conto di una intervista che riguarda il Superenalotto, molto molto curiosa. L’uomo che per quattordici anni ha staccato le vincite del Superenalotto ai fortunati milionari si è raccontato a Il Giornale prima di andare in pensione. Il suo nome non può essere reso noto, ma le emozioni vissute tra le mura dell’ufficio vincite sono ben nitide nelle sue parole e nei suoi ricordi. “È un lavoro che emoziona certamente”, ha ammesso. Di fronte a chi si rivolge a loro, però, i dipendenti hanno un compito. “Il vincitore è spesso disorientato e dobbiamo tranquillizzarlo, farlo sentire a suo agio”.

Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di persone che hanno ottenuto vincite di grandi somme e non hanno idea di come comportarsi. “È frastornato e sembra volersi liberare al più presto di un peso. La scheda prima uno se la toglie dalla tasca e meglio è. C’è chi tra la vincita e l’incasso non esce di casa per giorni per non perderla di vista. Chi si fa cucire delle tasche segrete nella giacca. Chi la mette in una scarpa. Comunque nessuno arriva qui spavaldo”.

I vincitori del Superenalotto: “Un cameriere vinse 77 milioni, ma arrivò dopo due mesi perchè”

Il dipendente che per quattordici anni ha staccato le vincite del Superenalotto ne ha tante da raccontare. Alcune lo hanno commosso, altre lo hanno divertito. Ognuno, però, ha una storia particolare. “Una signora che aveva vinto qualche milionata mi disse: finalmente posso far tornare in Italia mio fratello che non vedo da dieci anni perché è andato a lavorare in Brasile. Un’altra vinse un jackpot da 14 milioni e arrivava dall’Emilia del terremoto. Ci rivelò che finalmente avrebbe potuto risistemare le tubature del riscaldamento e passare un inverno non al freddo. E risistemare la scuola del paese”.

E ancora: “C’era una vincita da 77 milioni e il fortunato dopo due mesi ancora non si era visto. Si presentò a fine settembre, serafico. Era un ragazzo, ci raccontò che stava lavorando in una pizzeria sulla riviera romagnola e che non aveva voluto mettere in difficoltà il titolare lasciandolo a metà stagione”.





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