SVEZIA, DIETROFONT SUL CORONAVIRUS: SARA’ LOCKDOWN/ “Ci saranno migliaia di morti”

- Fabio Belli

Svezia, dietrofront sul coronavirus: sarà lockdown. “Ci saranno migliaia di morti”, il premier Löfven lancia l’allarme sull’onda d’urto dell’epidemia.

Coronavirus Svezia
(LaPresse)
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Svolta potenzialmente drammatica in Svezia riguardo l’emergenza coronavirus. Il paese scandinavo aveva avuto un approccio diverso rispetto a tutti gli altri dopo lo scoppio della pandemia del covid-19: le misure restrittive erano stato molto moderate, una linea morbida che aveva impedito assembramenti ed eventi pubblici, ma non la libera circolazione per le strade, lasciando aperti bar, locali, negozi e fabbriche. Ma le ultime stime parlando dell’onda d’urto dell’epidemia che si starebbe abbattendo anche dalle parti di Stoccolma, e il premier socialdemocratico Stefan Löfven ha rilasciato dichiarazioni drammatiche in merito al quotidiano Dagens Nyheter: “Prepariamoci a migliaia di morti, per limitare i danni sarà importante avere disciplina.” Secondo Löfven la crisi andrà avanti “per mesi“. “Ognuno decide come procedere per il distanziamento sociale e per rafforzare il sistema sanitario. Noi lo facciamo in un modo diverso. Certe volte dipende anche dal fatto che siamo in una fase diversa“, ha poi chiosato il premier svedese.

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SVOLTA GIA’ A INIZIO SETTIMANA?

Questo significa che nonostante le nere previsioni, la Svezia per il momento non assumerà ancora le misure draconiane degli altri paesi, alle prese con la crescita di molti casi, anche se di fronte a un aumento esponenziale di contagiati e morti la stretta sarà inevitabile. La Svezia si era semplicemente raccomandata finora al buonsenso dei cittadini, vietando solo gli assembramenti con più di 50 persone, lo svolgimento del campionato di calcio e degli altri sport e svolgendo videolezioni nelle scuole e nelle università. Nella municipalità di Stoccolma però, il più grande focolaio di Covid-19 della Svezia, i casi sono raddoppiati nelle ultime 24 ore e in Svezia temono si possa trattare dell’accelerazione, temuta, della pandemia. I numeri parlano di 6.443 pazienti infetti, di cui 520 in terapia intensiva, e 373 morti, con una media di 12 mila tamponi a settimana effettuati. Le eventuali misure d’emergenza prese dal Governo, dopo un confronto con le opposizioni, potrebbero diventare operative già all’inizio di questa settimana: le prossime 48 ore saranno decisive in termini di contagi e deceduti per capire la direzione definitiva da intraprendere.

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