Svezia, fallimento vs Coronavirus/ Mortalità più alta degli Usa: governo sotto accusa

- Mauro Mantegazza

Svezia Coronavirus, fallimento certificato da una mortalità più alta di quella degli Usa: governo sotto accusa per la mancata quarantena.

Sofia di Svezia Coronavirus
La principessa Sofia di Svezia aiuta durante l'emergenza Coronavirus (Foto LaPresse)

La Svezia sale sul banco degli imputati per la pandemia di Coronavirus: infatti l’approccio molto “liberale” scelto dal governo di Stoccolma avrebbe favorito una ulteriore diffusione del contagio. Lo scrive France24, che ricorda come la Svezia sia una delle poche nazioni che non ha adottato la quarantena per contrastare il Coronavirus; la mossa però non sembra essere stata vincente, perché ha un tasso di mortalità per milione di abitanti molto più alto di quello degli altri Paesi nordici.

Per molti esperti dunque l’approccio della Svezia al Coronavirus è stato un fallimento. Scuole, bar, ristoranti, parrucchieri e palestre: quasi tutto è rimasto aperto in Svezia. Le eccezioni sono poche: scuole superiori, musei, eventi sportivi o che comportassero l’assembramento di più di 50 persone.

Il distanziamento sociale è naturalmente consigliato, ma solo alle persone con malattie oppure over 70 è stato chiesto di rimanere in casa. Tutto questo poi resta appunto a livello di raccomandazione: la polizia non può punire chi non rispettasse questi che non sono “ordini”. Gli esperti del governo di Stoccolma hanno spiegato che questa fosse la mossa giusta per suscitare in modo non coercitivo la collaborazione di tutti.

SVEZIA E CORONAVIRUS: I NUMERI DI UN FALLIMENTO

La conseguenza è che “ci sono troppe persone che pensano che loro non possono morire di Coronavirus”, afferma Elisabeth Asbrink, giornalista e scrittrice che è fra le maggiori critiche alle scelte del governo svedese. I numeri dicono in effetti che in Svezia il virus ha colpito molto più duramente rispetto agli altri Paesi del Nord Europa, dunque qualcosa non ha funzionato. In Svezia vi sono 358 morti per milioni di abitanti, addirittura peggio degli Usa (267), mentre la Danimarca non va oltre i 93, con Finlandia e Norvegia rispettivamente a 53 e 44.

In Svezia dunque stiamo assistendo a una “amplificazione del contagio“. Dottori e scienziati chiedono dunque di rivedere l’approccio svedese al Coronavirus, in modo “radicale e veloce”. Un argomento particolarmente delicato è quello delle case di riposo: metà degli anziani morti viveva proprio negli ospizi, dove il personale ha segnalato una drammatica assenza di dispositivi di sicurezza. Sono molti i figli delle vittime che accusano di gravi negligenze le case di riposo, le quali a loro volta si definiscono impotenti perché il governo non ha imposto misure preventive.

La virologa Lena Einhorn ha affermato: “Ci sono cose che andavano fatte e che avrebbero cambiato la situazione. Se la Svezia avesse imposto la quarantena e testato soprattuttto le persone nelle case di riposo, non saremmo a questo punto“. L’approccio morbido dunque trova sempre più critici: sarà l’ora di ripensarci?

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