TAGLIO STIPENDI/ Cairo: “Fiducioso in un accordo, ma la stagione per me è finita”

- Michela Colombo

Taglio stipendi, parla Gabriele Gravina, Figc: “L’accordo trovato dalla Juventus sia di esempio per il sistema. Serve unità e solidarietà”.

Gravina
Gabriele Gravina, presidente Figc (LaPresse)
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Anche Urbano Cairo, dopo i tanti pareri da parte dei colleghi, ha speso qualche parola sull’emergenza Coronavirus e sulla situazione attuale, con la Lega Serie A che ha proposto il taglio degli stipendi alle squadre di club e l’Associazione Calciatori che, nella conference call prevista per le 19:00 di lunedì, dovrà girare la richiesta ai giocatori. Intanto però si discute anche in merito all’attuabilità di quanto continua a richiedere la FIGC nella persona del suo presidente, Gabriele Gravina: che il campionato sia regolarmente concluso, anche a costo di giocare a luglio. “Il campionato di calcio secondo me è finito” ha detto Cairo senza mezze misure, ma il presidente del Torino è andato oltre e ha affermato che lo scudetto non andrebbe assegnato. Ovviamente ci sono state parole anche in merito al taglio degli stipendi, in questo momento il tema più delicato all’ordine del giorno: secondo il patron della società granata “ci deve essere un contributo di tutti per uscire da questa situazione”, e ha già confidato la sua fiducia nella possibilità di trovare un accordo con i calciatori. Adesso non rimane che aspettare per capire se sarà davvero così… (agg. di Claudio Franceschini)

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TAGLIO STIPENDI: LA NUOVA PROPOSTA DELLA LEGA SERIE A

La Lega Serie A ha chiesto il taglio degli stipendi. Questo lo sappiamo, ma adesso arrivano aggiornamenti dalla redazione di Sky Sport che avrebbe raccolto un’indiscrezione secondo la quale la richiesta fatta all’AIC sarebbe quella di interrompere i pagamenti ai calciatori del massimo campionato fino alla fine dell’emergenza Coronavirus: da valutare però cosa significherebbe nel concreto, nel senso che messa così si tratterebbe di una proposta priva di una deadline specifica. Nessuno sa dire al momento quando la pandemia Coronavirus si arresterà, e come lo farà: tutto di un colpo o, come insegna il passato, con qualche focolaio sparso che potrebbe comunque rappresentare un problema? Ad ogni modo, la proposta sembra essere questa: adesso la palla passa all’Associazione Calciatori, che dovrà recapitare questa richiesta ai suoi assistiti che dovranno prendere una decisione in merito. Alle ore 19:00, minuto più minuto meno, è prevista la conference call tra i club e l’associazione il cui presidente è Damiano Tommasi: mentre Gabriele Gravina ha definito “responsabile” la decisione già presa dalla Juventus e continua a ribadire che la priorità è portare a termine il campionato, si cerca un’unità di intenti ad un problema complesso. (agg. di Claudio Franceschini)

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TAGLIO STIPENDI SERIE A: STOP PAGAMENTI FINO A GIUGNO?

In attesa della riunione (rigorosamente online) tra la Lega Serie A e l’Associazione Calciatori, proseguono le opinioni circa il taglio degli stipendi che in epoca Coronavirus rimane la priorità. Sappiamo che la Juventus ha anticipato tutti, ma la soluzione non è piaciuta: lo dice il Corriere della Sera, che sostiene come le quattro mensilità tagliate, arrivando a risparmiare un totale di 90 milioni di euro, non trova il favore della Lega: il problema non sta tanto nell’espediente, quanto nella volontà di tenere il fronte compatto e dunque studiare una soluzione che sia buona per tutti, senza andare a creare differenze tra un club e l’altro. Anzi, secondo il quotidiano ci sarebbe anche la sensazione che la Juventus abbia trovato un modo per “sistemare” il bilancio; l’intento della Lega invece sarebbe quello di congelare gli stipendi tra marzo e giugno. Tuttavia, al netto della Juventus, anche altre società si starebbero muovendo per conto loro e dunque anche di questo si dovrà discutere oggi. Nel frattempo Gabriele Gravina, parlando a Radio Cusano Campus, ha ribadito la volontà di chiudere la stagione 2019-2020 andando in contrasto con quanto dichiarato dal ministro Vincenzo Spadafora e Damiano Tommasi. “Non possiamo permetterci un’estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale” le sue parole. (agg. di Claudio Franceschini)

TAGLIIO STIPENDI: LA JUVENTUS ANTICIPA TUTTI

Tema caldissimo in questo giorni nel mondo del calcio è certo il taglio degli stipendi dei giocatori, una delle prime mosse attuate da diversi club per mitigare le gravi conseguenze economiche che lo stop al campionato, deciso per l’aggravarsi della pandemia da coronavirus, ovviamente sta portando con sè. Mentre dunque in Spagna, club come Barcellona e Atletico dovrebbero a breve imporre il taglio automatico del 30% degli stipendi, in Italia e più precisamente la Juventus ha adottato un’altra via, con  l’accordo raggiunto tra tutte le parti in causa per il taglio dello stipendio dei giocatori. La mossa, di cui Sarri e Chiellini si sono fatti promotori nei giorni scorso ha fatto scalpore, dando anche l’esempio in un momento di così grande incertezza e dove le federazioni e Leghe, specie per gli altri campionati italiani, chiedono un intervento dello stato.

TAGLIO STIPENDI, GRAVINA: LA JUVE SIA DI ESEMPIOA

In tal senso è pure intervenuto sulla questione spinosa del taglio degli stipendi anche il presidente della Figc Gabriele Gravina, che ai microfoni dell’Ansa, ha certo speso parole di apprezzamento per l’iniziativa in casa bianconera. Il numero 1 del calcio italiano ha aggiunto: “L’accordo raggiunto dalla Juventus è un esempio per tutto il sistema. Ringrazio Giorgio Chiellini, i suoi compagni e Maurizio Sarri  perchè nel solco della collaborazione che la Federazione auspica da giorni, hanno posto l’interesse generale al centro della loro interlocuzione con il club”. Ma non solo perché Gabriele Gravina chiede di nuovo unità e solidarietà tra le parti in causa, per “rendere il calcio più forte”. Senza dubbio in questo momento così critico, il gesto della Juventus è certamente ben significativo, ma va pure aggiunto che per le serie minori tale misura volontaria non può essere così immediata. Da qui la necessità e la richiesta delle alte sfere di un intervento diretto anche dello stato, per non far fallire il sistema calcio in Italia, in questi giorni così drammatici.

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