Tallulah Willis, figlia di Bruce e Demi Moore/ “Depressione? Ho pensato al suicidio”

- Hedda Hopper

Tallulah Willis, figlia di Bruce e Demi Moore, torna a parlare della depressione e del suo buco nero:”Ho pensato al suicidio”

tallulah willis instagram

Con un video che la mostra in splendida forma, sorridente e in costume pronta a tuffarsi in piscina, Tallulah Willis, la figlia di Bruce e Demi Moore, torna a parlare della depressione e di come abbia davvero rischiato la vita in più di un’occasione proprio perché risucchiata da questo buco nero in cui ha vissuto per anni. Proprio approfittando della Giornata Mondiale della Salute Mentale, Tallulah Willis, 25 anni, ha deciso di approfittare per lanciare il messaggio di non aver paura di parlare di depressione. Proprio come la sorella Rumer, Tallulah ha ammesso d avere molte difficoltà in passato, una forte depressione, una dismorfofobia che l’ha portata a pesare 40 chili e, infine, la voglia di chiudere questo triste capitolo con il suicidio. Lei stessa rivela di averci pensato spesso ma che alla fine non è mai riuscita ad arrivare fino in fondo: “Non siamo quello che mostriamo…. Il dolore è dolore. È diverso ed entra in ognuna delle nostre vite attraverso una miriade di modi, ma ogni pugnalata elettrica o dolore sordo è reale. Il tipo di dolore che non si vede, il dolore che vive in quello spazio sacro dietro la tua gola”.

TALLULAH WILLIS E LA DEPRESSIONE: “HO PENSATO AL SUICIDIO”

Tallulah Willis poi continua dicendo che è importante sopportare il dolore e che ogni giorno combatte per cercare di farlo con un rinnovato spirito ovvero quello che si accontenterà di poche cose: “La mia lotta è quotidiana e ogni giorno, per tutta la durata della mia vita, preferisco trovare i momenti illuminanti, una risata rubata, o una vera pausa di pace, perché saprò di essere stata coraggiosa quel giorno”. In particolare, la bella figlia della coppia di star di Hollywood ha poi chiuso: “Mi piace migliorare con le parole come un’armatura e un modo per aiutare il mio cervello a comprendere i miei sentimenti e il mio ego che brontola e mi dice che questa è un’ode di merda a qualcosa che vive così vicino al mio cuore, ma il mio ego può andarsene a fare in…”. Sarà un momento positivo questo? Lo speriamo.

Ecco il video del momento:

 

 

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When I filmed this video I remember everyone telling me over and over how much they wished they had my energy, my freeness, a ownership of self. When this video was filmed I was 3 months into the deepest suicidal hole I had ever been in. We are not what we show. I’m not ready to share my story yet, but I’m with you, I see you, I am you, and I love you. Pain is pain. it’s different and enters each of our lives through a myriad of ways, but each electric stab or dull ache is real. The kind of pain that you can’t see, the pain that lives in the hallow space behind your throat. Im scared of my brain and the capacity for pain it has and will continue to bear. My fight is daily and for the duration of my life and each day I choose to find the glowed moments, a thefted giggle, or true peaceful pause, I know I was brave that day. I like to be better with words, as an armor and a way to help my brain comprehend my feelings and my ego is grumbling that this is a shit ode to something that lives so close to my heart, but my ego can eat a bag of dicks. I have a great ole bunch of acronyms that explain my diagnosis, and slowly they are no longer scary to me. Try try TRY to be sweet to yourself, find every little bean of love you can and absorb it. #worldsmentalhealthday

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