Tamponi, spunta truffa “falsi positivi” in farmacia/ Idea no vax per avere green pass

- Silvana Palazzo

Tamponi, ora spunta la truffa dei “falsi positivi” in farmacia: è l’ultima idea dei no vax per avere il green pass da guariti e non vaccinarsi. Al via i controlli

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Lapresse

In tempi di pandemia non ci facciamo mancare nulla, neppure la truffa dei falsi positivi. Come funziona? Una persona positiva si reca più volte in diverse farmacie per sottoporsi ai test, ma lo fa con tessere sanitarie diverse, che appartengono ad altre persone sane. In questo modo il suo tampone positivo diventa lo strumento grazie al quale le persone sane, ma non vaccinate, risultano contagiate; quindi, successivamente si sottopongono al test, che ovviamente da esito negativo, e così risultano guarite, ottenendo il green pass da guarito valido sei mesi. Questa è l’ultima idea dei no vax per ottenere il certificato verde senza sottoporsi alla vaccinazione.

La truffa dei falsi positivi è stata lanciata dalle chat di Telegram dai No green pass e portata avanti all’insaputa dei farmacisti che, riscontrando la positività del tampone del soggetto che si presenta per il test, registrano l’esito sulla tessera sanitaria esibita, di cui non viene controllata l’identità. La truffa dei falsi positivi in farmacia è venuta a galla dopo alcuni controlli. Così è cominciata una campagna di verifiche nelle farmacie e nei laboratori di analisi del nord, spiega Repubblica: una cinquantina di puti tampone sono stati sospesi per irregolarità nell’inserimento degli esiti dei tamponi sul sistema del Ministero della Salute.

TRUFFA DEI FALSI POSITIVI: CONTROLLI NEL NORD ITALIA

La chiamano anche truffa della tessera sanitaria, di fatto non esiste ancora un bilancio, che sarebbe utile anche a capire la portata del fenomeno. Sono comunque decine i casi riscontrati. I primi controlli a campione dei Nas sono stati disposti dal comando tutela sanità di Milano, dalla Lombardia poi si sono estesi alla Liguria. Così i militari da alcuni giorni controllano i documenti di identità e i codici fiscali di chi si presenta a fare il tampone. Controlli anche in Alto Adige, dove sono state sospese 31 delle tremila postazioni per l’inserimento dei risultati dei tamponi, col sospetto che siano stati registrati “falsi positivi”.

Il governatore della Liguria Toti ha chiesto ai farmacisti di chiedere anche il documento di identità a chi si presenta per il tampone, infatti si è già confrontato con Federfarma sul tema, assicurandosi che ciò avvenga. La truffa dei falsi positivi è stata riscontrata anche in Veneto, dove è stato sospeso il servizio in una farmacia di Martellago, mentre i Nas di Cremona hanno sequestrato 250 tamponi rapidi, antigenici e molecolari, del valore di 3mila euro senza l’autorizzazione dell’Ats di Pavia, e il titolare del laboratorio di Siziano (Pavia) è stato denunciato.





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