Tangenti in Atm: stipendio Bellini da 11mila euro?/ Azienda “inclusa quattordicesima”

- Emanuela Longo

Tangenti in Atm: stipendio Bellini da 11mila euro? L’azienda fa chiarezza sulla reale retribuzione del funzionario e di un altro dipendente

Orari mezzi Atm Milano
Atm, azienda trasporti milanesi (LaPresse, 2019)

Nella giornata di oggi alcuni organi di stampa tra cui Il Giorno, sono tornati sull’inchiesta relativa al presunto caso di tangenti in Atm che portò lo scorso 23 giugno all’arresto di Paolo Bellini, funzionario (sospeso) dell’Azienda di trasporti milanesi, con le accuse di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta. Gli inquirenti, nell’ambito dell’inchiesta, gli hanno attribuito 125 mila euro di tangenti incassate o concordate tra ottobre 2018 e luglio 2019. L’attenzione di oggi, però, si è concentrata in particolare sullo stipendio mensile di Bellini che, secondo il quotidiano, ammonterebbe a 11 mila euro al mese. Bellini ricopriva nell’Azienda un ruolo di grande responsabilità e prestava servizio da 25 anni. Scrive ancora Il Giorno: “Nella sua busta paga, relativa al mese di giugno, infatti, si legge che la retribuzione lorda del funzionario, comprensiva cioè delle tasse, ammontava a 11.768,95 euro, mentre lo stipendio netto era di 7.017,89 euro”. Nonostante una retribuzione di tutto rispetto, per, per i pm Bellini non si sarebbe accontentato di un’ottima retribuzione ma avrebbe continuato a truccare gare pubbliche di Atm in cambio di mazzette e lavori in subappalto per imprese di cui era socio occulto. Al centro dell’inchiesta anche un altro dipendente Atm, Stefano Crippa, anche lui arrestato e sospeso e che, secondo Il Giorno avrebbe avuto una busta paga di 6.129,93 euro lordi e 4.045,81 euro netti.

TANGENTI IN ATM: STIPENDIO BELLINI DA 11MILA EURO? INTERVIENE L’AZIENDA

Dopo le notizie che si sono diffuse in mattinata relative agli stipendi da capogiro di Bellini e Crippa, rispettivamente funzionario e dipendente Atm coinvolti nell’inchiesta sulle presunte tangenti, è intervenuta la stessa Azienda di trasporto che ha voluto effettuare delle doverose precisazioni: “In merito alle notizie pubblicate questa mattina su alcuni organi di stampa, relative alle retribuzioni del funzionario Paolo Bellini e di un altro dipendente Atm, entrambi sospesi dopo l’arresto del 23 giugno, l’Azienda smentisce che le cifre riportate corrispondano allo stipendio mensile”. Secondo Atm, infatti, le notizie farebbero riferimento solo alle buste paga del mese di giugno 2020 “che comprendono, come di palese evidenza consultando le voci della retribuzione, la quattordicesima mensilità che Atm ha deciso di anticipare a tutti i dipendenti in considerazione delle difficoltà legate all’emergenza Covid-19”. Le reali retribuzioni mensili, dunque, sarebbero meno della metà di quanto reso noto “e commentate con impulsività da un esponente politico”. Il riferimento consigliere comunale e capogruppo regionale di Forza Italia Gianluca Comazzi che aveva commentato: “Il funzionario Paolo Bellini costava ad Atm circa 11mila euro al mese: la stessa cifra che migliaia di milanesi riescono a guadagnare con un anno di lavoro”. Atm in merito spiega che “gli stipendi medi netti del funzionario e del dipendente erano in linea con quanto previsto dal contratto collettivo per il loro livello di inquadramento e anzianità, ovvero intorno rispettivamente ai 3 mila e 2 mila euro”.

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