TANGENTI IN LOMBARDIA, VERBALI DI FONTANA/ Da Lara Comi a Canianiello, fino a Marsico

- Carmine Massimo Balsamo

Tangenti in Lombardia, i verbali del presidente della Regione lombarda: il ruolo di Gioacchino Caianiello e il consiglio di Lara Comi.

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Lombardia, Presidente Attilio Fontana (LaPresse, 2019)

Caso tangenti in Lombardia, spuntano i verbali dell’interrogatorio ad Attilio Fontana del 13 maggio. Il leghista, davanti ai pubblici ministeri, ha raccontato di aver affrontato la questione del ricollocamento di Marsico anche con il governatore della Liguria Giovanni Toti, che gli disse «che se Marsico aveva bisogno magari poteva rivolgersi a lui». Il Giorno sottolinea che i pm hanno contestato la nomina nonostante ci fosse un avviso pubblico, con la capo segreteria Giulia Martinelli che ha affermato in una riunione «di contattare Marsico per fargli la domanda» il giorno prima della pubblicazione dell’avviso. «Se lo ha detto la Martinelli sarà stato certamente vero», il commento di Fontana, con i pm che hanno chiesto perché si rivolgesse a Caianiello per risolvere il problema Marsico: «Quando sono entrato a fare il Presidente della Regione sapevo poco dei meccanismi regionali ed è per questo che mi sono rivolto a Caianiello».

ATTILIO FONTANA: “LARA COMI MI DISSE DI PARLARE CON CAIANIELLO”

Tangenti in Lombardia, importanti aggiornamenti sul fronte Attilio Fontana. Il governatore è indagato con l’accusa di abuso d’ufficio e Il Giorno riporta alcuni passaggi dell’interrogatorio reso il 13 maggio davanti ai pubblici ministeri milanesi. Il leghista, eletto presidente di Regione Lombardia nel 2018, ha spiegato il suo rapporto con il “ras” di Forza Italia a Varese, ovvero Gioacchino Caianiello: «Se hai problemi rivolgiti a Caianiello. Anche la Lara Comi mi diceva così», citando l’europarlamentare forzista per finanziamento illecito ai partiti. Coordinatore di fatto di Forza Italia a Varese, Caianiello è considerato il “burattinaio” dell’intero sistema corruttivo emerso dalle indagini delle forze dell’ordine, con Lara Comi che avrebbe detto a Fontana: «Se hai qualche problema rivolgiti sempre a lui». Ricordiamo che l’esponente azzurra ha rispedito al mittente ogni accusa riguardo la consulenza sotto i riflettori: «Un’accusa assurda, è una prestazione resa dalla società, nell’ambito dell’oggetto sociale della stessa e nell’ambito delle specifiche competenze».

TANGENTI IN LOMBARDIA, L’INTERROGATORIO DI ATTILIO FONTANA

Nel mirino dei pm la nomina in Regione dell’ex socio di studio legale di Fontana, l’ex consigliere di Forza Italia Luca Marsico: al momento l’azzurro ricopre il ruolo di componente esterno nel “Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici” della Lombardia, per un compenso di 11.500 euro l’anno più un gettone di presenza di 185 euro a seduta. Come spiega Il Giorno, Fontana ha raccontato ai pubblici ministeri che Marsico «era molto amareggiato a seguito della sua mancata rielezione e non volevo che quella risorsa professionale andasse sprecata», per questo motivo ha contattato Caianiello per «verificare se lui avesse qualche idea in proposito». Il “ras” del Varesotto di Forza Italia avrebbe così proposto al leghista di nominare Giuseppe Zingale per l’incarico regionale in cambio di soldi per Marsico che sarebbero stati veicolati tramite generiche «consulenze»: «Quella proposta di Caianiello, però non l’ho neppure presa in considerazione, io avevo già deciso di nominarlo al Nucleo di valutazione degli investimenti, ma non l’ho detto chiaramente a Caianiello, ho traccheggiato», sottolineando di non averla percepita come corruttiva.

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