Tarme della farina si possono mangiare/ L’Efsa dà il suo ok, insetti arrivano in Ue

- Davide Giancristofaro Alberti

Le tarme della farina essiccate possono essere mangiate dall’uomo senza alcun rischio per la salute: lo ha stabilito l’Efsa

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Tarme della farina essiccate come cibo: arriva l'ok dell'Efsa

Le tarme della farina allevate ed essiccate possono essere mangiate e utilizzate per il consumo alimentare. Il via libera è arrivato nelle scorse ore dall’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, che ha dato il suo placet sul fatto che le tarme della farina non siano dannose all’uomo e possono quindi essere consumate come snack o qualsiasi altro cibo. Quello giunto oggi è il primo parere su un insetto come alimento da parte dell’Efsa dal 2018, da quando la procedura di autorizzazione al consumo di questi prodotti è passata sotto l’autorizzazione dell’Unione Europea.

A questo punto la Commissione dell’Ue dovrà dare il proprio ok nel giro di sette mesi, quindi ciascuno stato membro dovrà votare l’immissione sul mercato. A fare richiesta all’Efsa era stata un’azienda francese, che aveva appunto domandato l’autorizzazione al commercio, e dopo aver analizzato il profilo tossicologico, il rischio allergico, l’allevamento e la trasformazione, l’Agenzia ha dato il suo ok, come specificato dall’Ansa.

EFSA E TARME DELLA FARINA: “A BREVE ANCHE IN EUROPA…”

“Sono organismi complessi – ha commentato Ermolaos Ververis dell’Agenzia – comprendere la loro microbiologia è fondamentale, considerando anche che l’intero insetto viene consumato”. Così invece Andrea Germini, team leader per i nuovi alimenti dell’Autorità con sede a Parma, che in merito all’analisi della tarme ha spiegato che ci è voluto “più tempo perché abbiamo chiesto al richiedente dati aggiuntivi”. Gli insetti non sono ovviamente cibo per gli europei e in generale per i popoli occidentali, mentre in altri continenti, a cominciare dall’Asia, rappresentano una quotidianità. Non è da escludere però che a breve cambi l’atteggiamento verso gli insetti anche nel Vecchio Continente, così come spiegato da Giovanni Sogari, ricercatore dell’Università di Parma: “Ci sono ragioni derivanti dalle nostre esperienze sociali e culturali, il cosiddetto ‘fattore disgusto’, che rendono il pensiero di mangiare insetti repellente per molti Europei. Con il tempo e l’esposizione tali atteggiamenti potranno mutare”.

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