TASSA PATRIMONIALE IN MANOVRA?/ Emendamento Pd e Leu: “Via Imu e imposta bollo “

- Dario D'Angelo

Tassa patrimoniale in Manovra? Emendamento Pd e Leu, primi firmatari Fratoianni ed Orfini: la proposta in sostituzione di Imu e imposta bollo.

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La Camera dei deputati (LaPresse)

Una tassa patrimoniale nella prossima Manovra? Questa, di fatto, la proposta di alcuni deputati Pd e Leu, che chiedono al governo di cancellare l’Imu e l’imposta di bollo sui conti correnti bancari e sui conti di deposito titoli sostituendoli con un’imposta progressiva “sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500.000 euro, derivante dalla somma delle attività mobiliari ed immobiliari al netto delle passività finanziarie, posseduta ovvero detenuta sia in Italia che all’estero“. Come riportato da La Repubblica, l’emendamento alla manovra vede come primo firmatario Nicola Fratoianni (Leu) seguito da Matteo Orfini (Pd). Nel testo si chiedono imposte progressive che partono dallo 0,2% “per una base imponibile di valore compreso tra 500.000 euro e 1 milione di euro” per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro. Per l’anno 2021 è invece prevista un’aliquota del 3% per patrimoni superiori al miliardo di euro.

TASSA PATRIMONIALE IN MANOVRA: EMENDAMENTO PD E LEU

A firmare l’emendamento per una nuova tassa patrimoniale, oltre ai già citati Fratoianni e Orfini, anche Chiara Gribaudo (Pd), Rossella Muroni (Leu), Erasmo Palazzotto (Leu), Luca Pastorino (Leu), Giuditta Pini (Pd), Fausto Raciti (Pd), Luca Rizzo Nervo (Pd). Nel testo si legge. Proprio il primo firmatario Fratoianni, come riportato da La Repubblica, ha dichiarato: “In un momento come questo è necessario un intervento di redistribuzione. In questo emendamento, quindi, c’è un elemento di giustizia sociale, ma anche di convenienza di sistema. Obiettivo di questo emendamento è quello di eliminare tutte quelle mini patrimoniali che colpiscono il ceto medio. E intervenire sulla progressività della tassazione, a partire dai super-ricchi, quei poco più di 2000 persone con un patrimonio superiore ai 50 milioni di euro“. Per quanto concerne i patrimoni all’estero “suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia“, l’emendamento prevede multe dal 3% al 15% dell’importo nel caso in cui non vengano dichiarati “sulla base della normativa vigente ed ai fini del monitoraggio fiscale alla relativa dichiarazione annuale“.

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