Tav, Salvini “con fondi Ue va fatta”/ Sfida a M5s: Di Maio ‘sacrifica’ Toninelli?

- Niccolò Magnani

Tav, Salvini sfida il M5s “con i fondi Ue al 55% va fatta assolutamente”: caos Governo, Di Maio pronto a “sacrificare” Di Maio?

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Camera, Toninelli e Salvini (LaPresse, 2019)

Doveva essere il giorno in cui Di Maio rischiava il posto da leader M5s con il voto su Rousseau (che continua fino alle 20 di questa sera): nessuno però ormai crede realmente che dall’urna della Casaleggio Associati uscirà un esito negativo contro il Ministro del Lavoro, eppure il 30 maggio resterà un giorno cruciale dove Di Maio non può che sentirsi e dirsi “sconfitto” dalla strategia della Lega e del suo leader Matteo Salvini, vero trionfatore delle Elezioni Europee. Dalla Tav alla Flat Tax, passando per la “chiusura” del caso Rixi in 5 minuti praticamente, Salvini ha saputo mettere all’angolo i rivali-alleati di Governo facendo subito intuire come potranno essere i prossimi mesi verso la Manovra: «il Governo non cade» ha garantito il titolare del Viminale ma ora passa al contrattacco, prima sul fronte economico – con un vertice assieme a Tria sui conti pubblici, la Pace Fiscale e la Flat Tax – e poi sulla sempiterna vicenda della Tav. La Grande Opera sull’Alta Velocità fra Torino e Lione, mentre proseguono i bandi Telt nell’attesa di arrivare ad una decisione ultimata entro agosto, torna d’attualità politica dopo la vittoria del Centrodestra in Piemonte alle ultime Elezioni Regionali di domenica scorsa: ora Salvini potrà passare al contrattacco contro Toninelli e il M5s finora sempre inflessibili sul bocciare ogni qualsivoglia tentativo di procedere nei lavori in Val di Susa.

TAV, M5S “SOTTO ASSEDIO” DI SALVINI

«Se la quota di partecipazione di investimento dell’Ue dovesse aumentare fino al 55% sarebbe evidente che diventerebbe vantaggioso completare un’opera fondamentale come la Tav» ha invece detto oggi Salvini in conferenza stampa al Senato, «i nostri contatti con l’Ue dicono che possono arrivare buone notizie sugli investimenti e le grandi opere. Se da Bruxelles verranno confermate queste voci, allora ci saranno altre centinaia di milioni di euro». Nel giorno di “silenzio” di Luigi Di Maio per via del voto su Rousseau, il leader della Lega tenta la prova di forza contro quello stesso Ministro col quale più volte si è giunti allo scontro sul tema Tav: oggi Toninelli aveva avanzato come «l’esito delle ultime elezioni europee non cambia nulla sul futuro del collegamento ad alta velocità Torino-Lione».

TONINELLI “SACRIFICABILE”?

Ma Salvini, ammettendo le frizioni con il collega al Mit (nel giorno in cui anche l’altro vice Ministro leghista dopo Armando Siri, Edoardo Rixi, ha dovuto lasciare il ministero per motivi giudiziari) attacca «ci sono problemi, è evidente, ma sulla Tav bisogna fare presto. Sappiamo che il presidente del Consiglio e altri organismi stanno lavorando da mesi alla revisione del codice degli appalti: non vorremmo che ci si mettessero altri mesi o altri anni a rivedere uno strumento che sta complicando la vita a Comuni, Regioni e imprese. La norma che ci viene chiesta da tutte le aziende italiane  è la sospensione per due anni del codice degli appalti e il rispetto della normativa europea vigente. Come hanno fatto Germania e Gran Bretagna, al di sopra da ogni sospetto, in totale adesione all’europeismo che ci convince, si rispetterebbero le regole europee e non il codice degli appalti che sta complicando e ingessando un intero Paese». Per provare a riallacciare i rapporti interni al Governo, Di Maio potrebbe trovarsi nella posizione di debolezza nel difendere i suoi Ministri “sotto assedio”, Toninelli, Bonafede e Trenta su tutti. Nelle ultime ore voci vicine al M5s paiono indicare la via: “sacrificare” Toninelli dando il Mit alla Lega così da poter “scaricare” la responsabilità della Tav a Salvini e all’incapacità del Ministro grillino di sapersi opporre.

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