TCI LA MADDALENA/ Sostenibilità, mare, storia, sport e natura in una sola vacanza

- Alberto Beggiolini

Un gioiello infilato dentro un altro gioiello: è il villaggio del Touring Club Italiano, gestito dagli esperti di TH Resorts, a La Maddalena

Villaggio Touring Club La Maddalena di TH Resorts
Villaggio Touring Club La Maddalena

Un gioiello infilato dentro un altro gioiello: è il villaggio del Touring Club Italiano, gestito dagli esperti di TH Resorts, a La Maddalena, l’isola parco naturale a nord della Sardegna, al largo della Costa Smeralda. Immerso nel meraviglioso Parco Nazionale GeoMarino e circondato da oltre 5 ettari di macchia mediterranea spontanea, il villaggio di La Maddalena si affaccia su uno dei punti più belli dell’isola, Punta Cannone: un mosaico di macchia mediterranea, mare turchese, sassi lisci di granito e spiagge.

A 150 metri dal corpo centrale del villaggio, percorrendo una suggestiva scalinata panoramica che si affaccia sulla Cala di Stagno Torto, ecco la spiaggia privata di sabbia attrezzata. Il villaggio garantisce distanze, relax, contatto con la natura e un’estrema sostenibilità anche negli ambienti: ventilatori a pale al posto dell’aria condizionata, riciclo idrico, materiali ecocompatibili. C’è anche un biologo marino a disposizione. La guida del resort è affidata a Fabrizio Rizza, manager TH.

Direttore, la stagione promette bene?

Decisamente. Abbiamo riaperto il 14 giugno e termineremo il 19 settembre, con prenotazioni che già praticamente occupano quasi tutti i nostri settanta bungalow e capanni, tutti a contatto con la natura, con l’ambiente circostante. Per la prima volta, abbiamo un nuovo punto-escursioni all’interno della struttura, che gestisce tutte le esperienze mare e terra per i nostri ospiti, con un ventaglio di offerte messe a punto in collaborazione con la nuova società NausDream (vedi sotto, ndr). Abbiamo anche studiato settimane con focus dedicati alla geografia e all’alpinismo.

Quest’estate, vista la situazione decisamente migliorata, le precauzioni sanitarie sono state allentate?

Fino a un certo punto. Abbiamo reintrodotto i buffet, ma sono “assistiti” dal nostro personale. I tavoli non sono più assegnati per tutta la durata del soggiorno, ma ogni tavolo può ospitare solo un nucleo familiare. Gli ambienti sempre comunque sempre sanificati, i gel sono ovunque, e il personale è sempre attento alle disposizioni. Poi ci sono le attività. Il vento che soffia spesso sull’isola è l’ideale per praticare vela e windsurf. E poi beach volley, canoa, ping pong, bocce, passeggiate naturalistiche, escursioni in bicicletta, in barca a vela o a motore e le visite guidate con trasferimenti. 

LA LOCATION

Territorio & storia

Le isole dell’Arcipelago della Maddalena che, in epoca preistorica erano quasi completamente collegate fra loro e con la Sardegna, sono state vie di comunicazione e di commercio: di qui passava l’ossidiana del monte Arci e anche la selce dell’Anglona dirette alle coste continentali. Nel Medioevo alcuni monaci scelsero la sua completa solitudine per abitare qui in piccole comunità, legate a Santa Maria Maggiore di Bonifacio. Nella seconda metà del secolo XVII, alcuni pastori corsi presero a frequentare le isole e, al contrario di quelli galluresi, avevano confidenza col mare che solcavano continuamente per trasferirsi da un’isola all’altra, per commerciare con gli abitanti della costa prospiciente, per rientrare a Bonifacio nei mesi estivi: non fu difficile per loro diventare marinai, entrando in forze nella Regia Marina Sarda. E quando, nel 1793, la Francia rivoluzionaria attaccò la Sardegna trovò qui una difesa forte formata dai nuovi sudditi. Napoleone faceva parte della spedizione come ufficiale di artiglieria e, da Santo Stefano, facilmente conquistata, bombardò il centro abitato della Maddalena il 23 e 24 febbraio di quell’anno, ma, a causa di un ammutinamento degli equipaggi francesi e, soprattutto, della strenua difesa dei maddalenini, dovette abbandonare il progetto di conquista.

Qui si ripercorre anche la storia di Garibaldi, che decise di trascorrervi l’esilio e i suoi ultimi giorni. Nel porticciolo di Cala Gavetta si innalza una colonna con la sua effigie, che visse gli ultimi 26 anni a Caprera, unita alla Maddalena dal passo della Moneta e celebre per il Compendio museale garibaldino. L’isola attrasse, tra gli altri, anche le attenzioni dell’ammiraglio Nelson. 

In tempi recenti, nel 1972, grazie ad accordi bilaterali fra Italia e Stati Uniti d’America, lo Stato italiano concesse a questi ultimi un approdo sulla costa orientale di Santo Stefano: qui le navi officina, alternatesi nel tempo, accoglievano ai loro fianchi i sottomarini americani in servizio nel Mediterraneo, mentre a terra si creava un “supporto” di uffici amministrativi, alloggi per le famiglie, scuole. Gli americani sono andati via nel 2008.

Territorio da vedere

La Maddalena (circa 10 mila abitanti, provincia di Sassari) dà il nome all’arcipelago del quale è l’isola maggiore e al parco nazionale di cui è centro amministrativo. È la maggiore di circa 60 isole e isolotti che compongono l’arcipelago a nord-est della Sardegna, unica abitata all’interno del parco nazionale con la sua cittadina storica, ex base militare italiana e americana. Una strada percorre tutto il suo perimetro: 45 chilometri di panorami mozzafiato. Graniti e porfidi delimitano tratti frastagliati, insenature, calette e spiagge, mentre l’entroterra è fatto di dolci colline. La Maddalena è stata per anni base della Marina militare, di cui è testimone il museo navale Nino Lamboglia. Il suo centro abitato è l’unico dell’arcipelago: La Maddalena, fondata nel 1770, si affaccia su Palau, da cui dista venti minuti di traghetto. Sui vicoli lastricati del centro si affacciano palazzi del Settecento, come municipio e parrocchiale santa Maria Maddalena. Si può ammirare un suggestivo paesaggio lungo la strada di Spalmatore, caletta deliziosa. A tre chilometri dal centro c’è il fiordo di Cala Francese: fra macchia mediterranea e cava di granito, sentieri portano a scoprire insenature silenziose e spiagge da sogno. Nella parte meridionale, seguendo il lungomare di Padule, si arriva al Nido d’Aquila, vicino alla fortezza militare. Non lontano, un’altra meraviglia, Punta Tegge. A nord, oltre l’istmo dello Strangolato, ecco cale fatte di dune bianche e circondate da rocce modellate dal vento e spiagge: imperdibili Bassa Trinita, Cala Lunga e Monti d’Arena (da SardegnaTurismo).

Dalla Maddalena si può partire alla scoperta delle altre isole del parco: Santo Stefano a sud, Budelli e la celebre spiaggia Rosa, Razzoli, Santa Maria e Spargi a nord. Ma è una zona che nasconde tantissimi veri tesori naturalistici, come Cala Coticcio, Cala Francese o la spiaggia di Budelli, colorata dai coralli. E qui si nascondono anche borghi Bandiere Arancioni del Tci, come Tempio Pausania e Aggius.

Territorio & esperienze TH

Garibaldi, l’eroe dei due mondi: accompagnati da una guida, su una costiera fino a Caprera, al memoriale dell’eroe dei due mondi, un museo multimediale. Caprera e Santo Stefano: a bordo di un gozzo verso Caprera e Santo Stefano, con le loro spiaggette incantevoli, cala Coticcio, cala Napoletana, cala Serena e cala del Pesce. Il trenino verde: da Palau alla scoperta dell’entroterra, fino ad Aggius con il museo del banditismo, e poi a Luras, con il museo dell’Accabbadora, tra leggende e tradizioni. Cava Francese: con una guida alla location dove veniva estratto uno dei graniti più pregiati al mondo. Visita ai macchinari d’epoca, alle antiche locomotive. L’arcipelago visto da un veliero d’epoca: in barca a vela fino a Spargi e cala Corsara, poi a Budelli e la sua spiaggia rosa. Si attraversa il passo degli Asinelli e si arriva all’isola di Santa Maria, poi a cala Soraya. Trekking e aperitivo sardo: da poggio Zonza a monte Tejalone, per un vermentino sardo accompagnato da prodotti locali. Le Bandiere Arancioni: con una guida alla scoperta di Calangianus e il suo museo del sughero, poi Tempio Pausania (bandiera arancione) con la cattedrale di San Pietro, ed infine Aggius (anche questo bandiera arancione). La leggenda di Garibaldi: con guida, a Caprera, per il museo e la Casa Bianca, poi alla statua dell’eroe a La Maddalena. La dolce vita della Costa Smeralda: visita al parco archeologico di Arzachena e al nuraghe La Prisgiona. Poi tour panoramico della Costa Smeralda e Porto Cervo. 

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