“Telefoni intercettati, tutti registrati!”/ Bufala WhatsApp usa un vero decreto ma…

- Davide Giancristofaro Alberti

“Telefoni intercettati, tutti registrati!”, questa l’ultima bufala che circola su WhatsApp. La fake news si rivela una beffa: usa un vero decreto ma il link si apre con una secca smentita

Whatsapp
Immagine di repertorio

Una nuova bufala che sta circolando su Whatsapp, ma anche su altri social come Facebok e Twitter, in merito a possibili intercettazioni telefoniche da parte del governo. E’ probabile che in queste ore vi sia arrivato tale messaggio allarmistico: “Da domani, nuove regole di comunicazione: tutte le conversazioni verranno registrate. Vengono registrati tutti i registri delle chiamate telefoniche. Tutti i messaggi e le chiamate di WhatsApp vengono registrati. Monitoraggio di Twitter. Monitoraggio di Facebook. Segui tutti i social network e i forum. Tutti i dispositivi sono collegati ai sistemi dipartimentali dei servizi di intercettazione telefonica del governo CDMX. Fare attenzione a non inviare messaggi o informazioni non necessari contrari alle leggi e ai costumi”. E ancora: “Evitare di condividere informazioni riservate con amici e familiari. Dillo ai tuoi figli e stai molto attento! Molto! È importante trasmettere questo messaggio solo oggi, perché domani ci sarà un altro tipo di osservazione. Incredibile, ma vero. Invia oggi a tutti i tuoi parenti e amici. Tutto ciò che scrivi o dici può essere usato contro di te, anche qualsiasi battuta!”.

BUFALA WHATSAPP INTERCETTAZIONI: LA PRECISAZIONE DI AGI

Al di là delle farneticazioni appena elencate, fa sorridere il fatto che al termine dello stesso messaggio viene postato un link ad una notizia dell’agenzia Agi (potete trovarlo qui), che rimanda al reale decreto sulle intercettazioni, ma che smentisce fin dalle prime righe il suddetto messaggio di Whatsapp “Caro lettore – si legge su Agi.it – se sei arrivato fin qui seguendo un messaggio allarmistico, devi sapere che questo articolo non ha alcun collegamento con quanto hai letto poco prima. Questo è un servizio di cronaca politica del 28 febbraio scorso che riporta correttamente quanto deciso dal Parlamento italiano in materia di intercettazioni. Questo articolo è vero, quello che hai letto prima è falso”. Come dire, ti consigliano di fare una cosa, per poi rimandarti ad una notizia che sbugiarda completamente quanto ti hanno appena detto. Ovviamente il provvedimento CDMX e il decreto sulle intercettazioni, così come spiegato via WhatsApp, è assolutamente falso. Tra l’altro la sigla CDMX è riferibile al Messico, che nulla ha a che vedere ovviamente con l’Italia. La raccomandazione è sempre la stessa: fate attenzione a questi messaggi di allarme diffusi via chat e social, al 99% (se non al 100), si rivelano falsi e completamente infondati.

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