Telegram, 15 euro per chat pedopornografia/ Foto e video bimbi “Più piccola 5 anni..”

- Silvana Palazzo

Pedopornografia, su Telegram chat che per 15 euro all’accesso permettono di scambiare foto e video di bimbi: “La più piccola ha 5 anni”. In 9 denunciati

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Altre chat degli orrori su Telegram. Le ha scoperte la Polizia Postale attraverso un’indagine che ha permesso di scovare una rete di pedopornografia. Si scambiavano immagini choc e video cruenti con neonati, bambini e adolescenti. Parliamo di minori dai 5 ai 12 anni. “Che video hai?”, chiedeva uno. “Manda tutti i video che hai”, diceva un altro. E c’era chi dibatteva sull’età: “Avranno 12 anni, la più piccola ne ha 5 tipo”. Nelle chat, quindi, si scambiavano materiale e consigli pure su come eludere i controlli. Ma erano ancor più attivi nell’entrare in possesso di immagini e video pedopornografiche. Stando a quanto riportato da Il Mattino, nove persone sono state denunciate per reati di divulgazione, cessione, detenzione di materiale pedopornografico e per istigazione a delinquere aggravata. L’indagine è partita dall’analisi di un telefono cellulare di un soggetto perquisito per fatti analoghi, su cui sono state trovate chat, immagini e video di questo tipo, coin il coinvolgimento anche di bambini in tenera età.

TELEGRAM, 15 EURO PER CHAT PEDOPORNOGRAFIA

Al termine dell’attività di indagine, che è avvenuta sui principali social network, la Polizia Postale di Firenze ha individuato i soggetti che a vario titolo detenevano immagini e video pedopornografici. Per loro il procuratore aggiunto Luca Tescaroli ha emesso i decreti di perquisizione, permettendo così di bloccare la diffusione dei partecipanti al gruppo. Le perquisizioni sono state eseguite in Toscana, Campania, Lazio, Sicilia e Friuli-Venezia Giulia. Il più “anziano” della chat aveva compiuto da poco 55 anni, mentre il più giovane ne ha 19. Sono emersi importanti riscontri dalla perquisizione informatica, ma sono in corso anche delle analisi approfondite di tutti i supporti sequestrati per acquisire prove informatiche e verificare il coinvolgimento di altri soggetti. Dall’analisi di un telefono dei perquisiti è emersa la presenza di canali Telegram, dove bisogna pagare 15 euro per essere ammessi e accedere così ai contenuti di natura pedopornografica.

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