Terra dei fuochi, cos’è e dov’è?/ I disastri ambientali della zona tra Napoli e Caserta

- Rossella Pastore

Terra dei fuochi, cos’è e dove si trova? Le autorità auspicano che la zona venga bonificata al più presto. Intanto, gli abitanti continuano ad ammalarsi.

Un’immagine della terra dei fuochi
Un’immagine della terra dei fuochi

Cos’è la Terra dei fuochi

Quando si parla di terra dei fuochi ci si riferisce a quella vasta area tra le province di Napoli e Caserta tristemente caratterizzata dallo sversamento di rifiuti tossici a opera delle ecomafie, un’attività criminale che – nel corso degli anni – ha prodotto numerosi danni all’ambiente e alla salute della popolazione locale, che ha iniziato ad ammalarsi di leucemie e altri tumori specifici. Il poliziotto eroe Roberto Mancini, morto dopo aver contratto un linfoma non-Hodgkin, è stato il primo a occuparsi ufficialmente del caso. Di recente, la Procura della Repubblica ha confermato che esiste una “relazione causale” – la definisce – tra l’attività delle discariche abusive e l’incidenza crescente di patologie tumorali tra gli abitanti della zona. Dalle dichiarazioni del procuratore di Napoli Nord Greco, riportate dalla testata online Tuttogolfo, si apprende della volontà di far partire al più presto le bonifiche: “L’emergenza più importante per Caserta e Napoli dopo il Covid sono proprio le bonifiche che devono partire immediatamente. Quella presente in quella fascia di territorio, infatti, secondo il magistrato, è l’emergenza più importante per Caserta e Napoli dopo il Covid”.

Terra dei fuochi: 38 comuni ne fanno parte

A questo scopo, Procura della Repubblica e Istituto Superiore di Sanità hanno raggiunto un’intesa fondamentale che ha permesso innanzitutto di accertare che alla base di quell’incremento ci fosse realmente quel che si temeva, e cioè gli sversamenti di rifiuti tossici nella zona. Nel rapporto si legge di ben 2.767 siti di smaltimento illegale in un territorio che conta in tutto 38 comuni. Più di un cittadino su tre (il 37%) vive ad almeno cento metri da uno di questi siti, più o meno inquinanti e dannosi in base alla classificazione operata dagli esperti. I 38 comuni, infatti, sono stati divisi in quattro fasce: la 1 corrisponde alla zona con l’esposizione più bassa, mentre la 4 racchiude i comuni con la più alta esposizione a fattori di rischio. Più si sale, più il numero dei malati di asma, tumori e in particolare leucemie, aumenta. Due i comuni di livello 4, Giugliano in Campania e Caivano, entrambi in provincia di Napoli.



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