“Terremoto catastrofico a Catania”/ Ingv “Big one arriverà, ma non sappiamo quando”

- Silvana Palazzo

“Terremoto catastrofico a Catania”: l’allarme Ingv su Big one, il sisma più temuto in Sicilia. “Arriverà, ma non sappiamo quando”, dice il vulcanologo Mario Mattia

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Catania (Pixabay)

Si chiama “Big one” il terremoto più temuto a Catania. Per il vulcanologo Mario Mattia dell’Ingv «è realistico pensare che arriverà, ma non si può prevedere». Non una bella notizia per chi vive da quelle parti. L’esperto ha spiegato a Il Messaggero: «Non c’è dubbio che ci sarà un terremoto catastrofico simile a quello del 1693 ma è ovvio che non possiamo dire quando si verificherà». Prima di essere rasa al suolo nel 1963, Catania era stata già distrutta nel 1189. Non essendo cambiata la geologia della zona, così come gli sforzi a cui sono sottoposte le faglie, per l’esperto dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia «è realistico ed ovvio pensare che altri eventi sismici importanti si verificheranno». Il terremoto del 1990, che causò 13 vittime nella zona di Carlentini, è solo un esempio di ciò che può succedere. Anzi per Mario Mattia quello fu un evento sismico «relativamente piccolo che in altre parti del mondo non avrebbe creato danni». Il vulcanologo ha precisato che lo stesso discorso vale per Ragusa e Siracusa, e le loro province, visto che in questi anni si è edificato in «modo dissennato».

INGV, ALLARME SU BIG ONE: “TERREMOTO CATASTROFICO A CATANIA”

Ma il vulcanologo Mario Mattia non esclude neppure che in futuro possano verificarsi grosse eruzioni. «È il destino di chi vive in queste zone particolari della terra come la Sicilia, la California, alcune zone del Giappone. Convivere, insomma, con questo rischio». L’esperto dell’Ingv, come riportato da Il Messaggero, sottolinea il fatto che «l’impatto di forti terremoti nella realtà siciliana e catanese in particolare sarebbe devastante». E questo anche perché Catania è vulnerabile, visto che è stata sviluppata l’attività edilizia «senza nessun rispetto di criteri antisismici». Infine, sullo stato di salute dell’Etna, Mario Mattia ha spiegato che il vulcano è attivo: «È in una fase abbastanza attiva. I catanesi noteranno questo degassamento da tutti i crateri che significa come il magma sia a livelli molto superficiali». Ma il vulcanologo non vuole fare allarmismo. «Questo fa riflettere su come nei prossimi mesi o anni, ci sarà una eruzione di cui non possiamo prevedere l’entità».



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