TERRORISMO, 10 ARRESTI IN ABRUZZO/ “Uccidono nostri figli, noi i loro”

- Davide Giancristofaro Alberti

Terrorismo, 10 persone arrestate in Abruzzo. Intercettazioni choc: “Che botta però a Parigi, eh… mi tengo la mia opinione per me e me la tengo nel cuore”

reggio calabria furbetti del cartellino
Immagine di repertorio (Foto Wikipedia)

Nuovi aggiornamenti sull’operazione delle forze dell’ordine in Abruzzo contro una rete legata al terrorismo. Come vi abbiamo raccontato, sono state arrestate dieci persone, tra cui due italiani, e spuntano intercettazioni choc. Come riporta Repubblica, dal colloquio telefonico tra due indagati emerge nettamente il radicalismo religioso: «Che botta però a Parigi, eh… mi tengo la mia opinione per me e me la tengo nel cuore». Questo il commento di un altro indagato: «Non è la questione credere o non credere se ti è piaciuta o non ti è piaciuta. Con loro che uccidono i nostri figli noi uccidiamo i loro figli, con loro che uccidono le nostre donne noi uccidiamo le loro donne». E non mancano i riferimenti alle varie forze siriane, finanziate dagli indagati: «I migliori sono Al Nusra e Fateh Al Islam che sono appoggiati da Stati come Qatar e Arabia Saudita. Ci sono altri gruppi che non si sanno comportare, Al Nusra invece è l’esercito dell’Islam, è un’organizzazione buona». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

TERRORISMO, FERMATI ANCHE DUE ITALIANI

Nuova importante operazione delle forze dell’ordine italiane nella lotta al terrorismo. Come riferito pochi minuti fa dai colleghi di TgCom24.it, 10 persone sono state fermate con gravi accuse, fra cui quelle appunto di terrorismo. Il blitz è avvenuto all’alba di oggi, sabato 7 settembre, da parte dei carabinieri del Ros e dei finanzieri del Gico dell’Aquila. Dei 10 individui di cui sopra, otto sono di origini tunisine e due italiane, fra cui anche l’imam della moschea Dar Assalam di Martinsicuro, nel Teramano, e una commercialista del Belpaese. Il gruppo è indagato per reati tributari e di autoriciclaggio, con finalità di terrorismo. Secondo quanto raccolto dagli inquirenti, i dieci sotto indagine distraevano delle importanti somme di denaro tramite alcune società, e in parte frutto di evasione fiscale, da destinare poi al finanziamento di attività illecite riconducibili all’organizzazione radicale islamica nota come “Al-Nusra”. Parte delle somme venivano inoltre destinatoe agli Imam di stanza in Italia, fra cui uno già in carcere dopo essere stato condannato in via definitiva per associazione con finalità di terrorismo internazionale.

TERRORISMO, 10 ARRESTI IN ABRUZZO

I carabinieri e i finanziari hanno sequestrato denaro contante e immobili per un valore totale superiore al milione di euro. L’indagine, come ricorda Tgcom24, è stata coordinata e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo di L’Aquila. Il Fronte Al-Nusra, che veniva alimentato appunto dalle somme illecitamente introitate dai 10 arrestati, è un gruppo armato jihadista nato meno di dieci anni fa, nel 2012, durante la guerra civile siriana, in Siria ma anche in Libano. Fino al 2016 è stato affiliato al più famoso gruppo di Al-Qaeda, a cui capo vi era il defunto Bin Laden, poi a luglio dello stesso anno il leader al-Jawlani annunciò la scissione fra i due gruppi, fondendosi poi nel 2017 con altre quattro minoranze minori. In Italia il Fronte Al-Nusra divenne famoso in particolare a dicembre del 2014 quando condusse le trattative per il rilascio di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, due cooperanti nostre connazionali, che erano state rapite ad agosto dello stesso anno, dall’esercito siriano libero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA