Terza dose donne in gravidanza e allattamento: indicazioni Iss/ Quando farla e perché

- Niccolò Magnani

Indicazioni e raccomandazioni Iss per la terza dose del vaccino anti-Covid alle donne in gravidanza e in allattamento: quando farla, come e perché

Vaccino in gravidanza
Vaccino anti-Covid alle donne in gravidanza (LaPresse, 2021)

Nell’ottica di ribadire l’importanza della campagna di vaccini anti-Covid a tutte le fasce della popolazione over 5 anni, l’Istituto Superiore di Sanità ha prodotto un nuovo documento con indicazioni dedicate alle donne in gravidanza e in allattamento post parto.

Anche a questi soggetti, trascorsi almeno 5 mesi dal completamento del ciclo primario, l’Istituto superiore di Sanità raccomanda di effettuare il booster del vaccino anti-Covid: non solo, l’Iss consiglia inoltre una dose di vaccino mRNA come richiamo alle donne che allattano, senza alcuna necessità di interromperlo. Con la terza dose che ormai “corre” a ritmi tornati molto alti quasi come l’accelerata vista la primavera-estate, l’impegno del Governo è quello di coinvolgere più fasce possibili della popolazione: ecco dunque le indicazioni principali partorite dall’istituto presieduto dal professor Silvio Brusaferro, cominciando dai consigli per le donne incinte.

CONSIGLI ISS PER VACCINO A DONNE IN GRAVIDANZA

Booster raccomandato dopo la 12esima settimana di gestazione, con la nota dell’Iss che rassicura avendo tenuto conto nel consigliare la vaccinazione le numerose e crescenti evidenze «riguardo alla sicurezza della vaccinazione in gravidanza, sia nei confronti del feto che della madre, delle evidenze relative alla maggiore morbosità associata alla variante Delta; della sua crescente circolazione e del notevole abbassamento dell’età mediana all’infezione in Italia». Ad oggi, rileva ancora l’Iss, sono ancora poche le evidenze «relative a vaccinazioni eseguite nel primo trimestre pertanto le donne che desiderino vaccinarsi in questa epoca gestazionale devono valutare rischi e benefici insieme a un medico». Il richiamo è consigliato in particolare modo per le donne a maggior rischio di contrarre l’infezione da Sars-CoV-2 perché più esposte, o a maggior rischio di sviluppare una malattia grave: si tratta nello specifico di «professioniste sanitarie o caregiver) e/o a maggior rischio di sviluppare una malattia grave da COVID-19 (donne con fattori di rischio come età> 30 anni, BMI>30, comorbidità, cittadinanza di Paesi ad alta pressione migratoria». Secondo l’Iss, la somministrazione «deve essere eseguita nei dosaggi autorizzati allo scopo (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax), indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario, e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dal completamento dello stesso». Da ultimo, la dose di richiamo può essere somministrata contestualmente alle vaccinazioni contro l’influenza e la pertosse raccomandate in gravidanza.

TERZA DOSE PER DONNE IN ALLATTAMENTO: CONSIGLI E RACCOMANDAZIONI

L’Istituto Superiore di Sanità ha stilato poi alcune raccomandazioni e indicazioni anche per le donne che hanno già partorito e che si trovano in fase di allattamento, con la terza dose del vaccino che non richiede comunque l’interruzione dell’allattamento stesso. «La somministrazione deve essere eseguita nei dosaggi autorizzati allo scopo (30 mcg in 0,3 mL per Comirnaty; 50 mcg in 0,25 mL per Spikevax), indipendentemente dal vaccino utilizzato per il ciclo primario e purché sia trascorso un intervallo minimo di almeno cinque mesi (150 giorni) dal completamento dello stesso», si legge ancora nelle indicazioni Iss, con l’aggiunta della raccomandazione importante «la vaccinazione non espone il lattante a rischi e gli permette di assumere tramite il latte anticorpi contro SARS-CoV-2. Il neonato allattato da madre vaccinata segue il suo calendario vaccinale senza alcuna modifica».







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