Terza guerra mondiale, caos Zaporizhzhia/ Ucraina: “bombe Russia su centrale perché…”

- Niccolò Magnani

Il mondo in fiamme: scenari da terza guerra mondiale in Ucraina, Taiwan e Medio Oriente. Razzi russi sulla centrale di Zaporizhzhia, Kiev e Russia si accusano a vicenda. Armi Usa a Zelensky

Centrale Zaporizhzhia
Ucraina,, la centrale nucleare di Zaporizhzhia (LaPresse, 2022)

LA RUSSIA, LA CENTRALE E IL GAS: LE ULTIME NOTIZIE SULLA GUERRA IN UCRAINA

«Le forze russe vogliono causare blackout elettrici nel sud dell’Ucraina bombardando il complesso nucleare di Zaporizhzhia»: a dirlo è l’ambasciatore di Kiev presso l’organo di controllo nucleare dell’Aiea Yevhenii Tsymbaliuk. L’allarme su Zaporizhzhia continua a tener banco mentre purtroppo diversi bombardamenti stanno continuano in altre zone del Paese: «Useremo tutti i canali diplomatici possibili per avvicinare l’Aiea e le Nazioni Unite alla conduzione di questa missione», ribadisce ancora l’ambasciatore ucraino, «Ne abbiamo davvero bisogno con urgenza, il prima possibile, direi non oltre la fine di questo mese». Nel frattempo, dalla Russia, viene rilanciata la pesante conseguenza degli ultimi bombardamenti attivi in Ucraina di queste ultime ore: «Circa 250 soldati ucraini sono stati uccisi in tre raid aerei russi condotti nella regione di Kharkiv, nel nord dell’Ucraina, e in quelle meridionali di Kherson e Mykolaiv», spiega il ministero della Difesa di Mosca tramite il portavoce Igor Konashenkov.

Gli Stati Uniti intanto hanno approvato un nuovo invio di armi verso Kiev per un totale di 1 miliardo di dollari: Biden sottolinea com quello in corso «è il maggiore invio di armi da inizio guerra», ma non solo «In questo pacchetto ci sono altre munizioni, armi e attrezzature che aiuterà gli ucraini a soddisfare le loro esigenze di sicurezza e a difendere il loro Paese». La Banca Mondiale invece ha stanziato ancora 4,5 miliardi di aiuti all’Ucraina da inviare al più presto in sostegno della residenza ucraina all’avanzata russa. Dalla Spagna, infine, giunge notizia – ancora tutta da verificare – delle azioni compiute dalle autorità russe in merito al delicato tema del gas: «La Russia sta bruciando il gas in eccesso che non esporta nei Paesi europei», denuncia El Mundo citando la televisione finlandese Yle. Secondo le immagini satellitari diffuse dalla tv di Helsinki, il sistema di monitoraggio degli incendi della Nasa mostra le fiamme nella stazione di compressione di Portovaya, di proprietà di Gazprom lo scorso giugno. Davanti invece alla possibilità, per ora comunque remota, di riaprire dei negoziati di pace tra Ucraina e Russia, dal Cremlino viene smentita la proposta rinnovata dal Presidente turco Erdogan: «Non ci sono ancora le condizioni per un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky», spiega Dmitri Peskov alla Tass, aggiungendo come tale incontro «potrebbe aver luogo dopo che i negoziatori hanno finito i compiti a casa, e questo elemento ancora non c’è». Putin non si presenterà neanche alla prossima 77esima assemblea generale Onu prevista per il prossimo 13 settembre, «Il viaggio e il discorso non sono previsti» ha precisato sempre Peskov.

RISCHIO TERZA GUERRA MONDIALE A ZAPORIZHZHIA? ALLARME ONU

Per una tregua siglata – quella da ieri sera in corso tra Israele e Jihad Islamico sulla Striscia di Gaza, cessate il fuoco raggiunto grazie alla mediazione dell’Egitto – ve n’è una che ancora manco accenna ad essere proposta. In Ucraina la situazione tra Donetsk, Kharkiv e Zaporizhzhia vede salire la tensione sempre di più: in particolare nell’area attorno alla centrale nucleare più grande d’Europa, il rischio fortissimo di una terza guerra mondiale nucleare come conseguenze di incidenti devastanti ha fatto tuonare l’Onu e la stessa AIEA. «Sospendere ogni operazione militare suicida alle centrali nucleari e in particolare intorno a quella di Zaporizhzhia, in Ucraina, in modo che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica possa accedervi», ha detto segretario generale dell’Onu Antonio Guterres dal Giappone. «Qualsiasi attacco alle centrali nucleari è un gesto suicida – ha ribadito ancora il responsabile delle Nazioni Unite -. Spero che questi attacchi finiscano. Allo stesso tempo, spero che l’Aiea possa accedere alla centrale” di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, teatro da venerdì scorso di bombardamenti i cui belligeranti russi e ucraini si sono reciprocamente accusati».

«Abbiamo ricevuto informazioni dall’esercito e dai rappresentanti della compagnia russa Rosatom, che sono presenti in loco a monitorare la situazione. Ci dicono che tutto funziona», è il messaggio in arrivo da comando filo-russo di stanza a Zaporizhzhia, Yeveniy Balitsky. Kiev e Mosca si accusano a vicenda per le bombe che nei giorni scorsi hanno visto esplosioni a poche centinaia di metri dalla centrale nucleare: la pace ancora è un elemento molto lontano, specie vedendo il nuovo scambio di accuse tra Cremlino e Governo ucraino. «La nostra risposta è dura, ma attentamente studiata – ha spiegato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione russa Dmitrij Medvedev alla Tass -. La Russia sta conducendo un’operazione militare speciale in Ucraina e cerca la pace alle sue condizioni. Stiamo cercando di stabilire le nostre condizioni e non quelle che cercano di imporci gli ex partner della comunità internazionale, assetati della sconfitta militare della Russia. Abbiamo i nostri interessi nazionali e li garantiremo con tutti i mezzi a nostra disposizione». Zelensky da par suo minaccia di bloccare i negoziati «se la Russia cercherà di annettere le regioni temporaneamente occupate del sud con l’aiuto dei cosiddetti referendum». Terzo “focolaio” per un rischio fortissimo di terza guerra mondiale, come abbiamo visto in questi giorni, è l’area di Taiwan: qui la Cina con il Comando del teatro orientale dell’Esercito popolare di liberazione (PLA) prosegue le esercitazioni militari in risposta alla visita di Nancy Pelosi a Taipei ormai una settimana fa. Pechino aveva inizialmente indicato un periodo di manovre dal 4 al 7 agosto, ma si stanno estendono anche oltre «concentrandosi sull’organizzazione di operazioni congiunte anti-sottomarino e di assalto marittimo», fanno sapere i cinesi in una nota.

GUERRA UCRAINA: CAOS A ZAPORIZHZHIA, 40 RAZZI SULLA CENTRALE NUCLEARE

Dal’Ucraina al Medio Oriente, passando per lo scontro Cina-Taiwan e i tumulti nei Balcani: lo scenario da terza guerra mondiale è tutt’altro che esagerato da definire, la speranza è che gli scontri esplosi negli ultimi mesi in queste parti del mondo possano trovare una “exit strategy” che risparmi vite umane e rischi globali per la comunità internazionale. Nel frattempo, nel Paese dove da più mesi si combatte per davvero, va segnalata ancora nella notte la caduta di almeno 60 razzi di tipo “Grad” contro insediamenti costieri tra Nikopol e Zaporizhzhia: 40 di questi, segnala il Governo ucraino, sono caduti sulla sponda nord del fiume Dnipro a soli 10 km dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Zelensky accusa la Russia di terrorismo dopo gli attacchi presso la centrale – «i terroristi russi sono diventati i primi al mondo a usare la centrale per il terrore» – con l’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) che lancia il medesimo allarme scattato a Chernobyl ad inizio guerra in Ucraina.

«Possiamo mettere insieme una missione di sicurezza, protezione e salvaguardia e fornire l’assistenza indispensabile e la valutazione imparziale di cui c’è bisogno», spiega direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, ribadendo il forte rischio di incidente nucleare se continuano i combattimenti così vicino alla centrale. Proseguono poi i raid aerei presso le aree di Kharkiv e Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk, con l’esercito ucraino che invita i residenti a massima cautela per le esplosioni ormai divenute quotidiane.

TAIWAN E MEDIO ORIENTE: RISCHIO TERZA GUERRA MONDIALE “ALLARGATA”

Non di solo Ucraina purtroppo si allarma lo scenario internazionale in questa – citiamo Papa Francesco – “terza guerra mondiale a pezzi”, definizione mai attuale e veritiera come oggi: dopo la visita di Nancy Pelosi, la speaker della Camera Usa, a Taiwan il livello dello scontro a distanza tra Cina e Stati Uniti è elevato alla massima potenza. Le esercitazioni militari che dovrebbero chiudersi oggi al largo dell’Isola di Taiwan come rivendicazione dopo “l’affronto americano” hanno visto lanci di missili e razzi a pochi chilometri dalla costa di Taipei: «Pechino ha simulato attacchi contro l’isola, nel terzo giorno di esercitazioni militari su vasta scala annunciate e inaugurate in risposta alla visita di Nancy Pelosi», fa sapere il Ministero della Difesa taiwanese, spiegando come diversi caccia e navi cinesi sono stati rilevati attorno allo Stretto di Formosa in vista dell’attraversamento della “linea mediana” in un’azione che ha ricordato un «possibile attacco simulato».

In piena risposta a Pechino, il segretario di Stato americano Antony Blinken ha incontrato gli omologhi di Australia e Giappone, Penny Wong e Hayashi Yoshimasa, in Cambogia. Il dialogo con gli alleati volge a rendere l’area dell’Indo-Pacifico in forte opposizione alle mire della Cina: «le parti hanno ribadito il loro impegno a rafforzare la cooperazione nella regione, sulla base dei valori condivisi di libertà, stato di diritto e democrazia che sono alla base del nostro legame», fa sapere la nota del Dipartimento di Stato americano. I prodromi di una guerra ci sono purtroppo tutti al momento, con l’inquietante ritrovamento del vice capo missilistico di Taiwan (Ou Yang Li-hsing) trovato morto in circostanze molto sospette in un Alberto a sud di Taiwan. Come se non bastasse il livello di scontro tra Occidente e Cina-Russia, negli ultimi giorni è riesplosa la faida in Medio Oriente tra la Jihad islamico-palestinese e lo Stato di Israele: l’operazione israeliana contro il gruppo Jihad Islamico – chiamata “Breaking Down” – era cominciata venerdì scorso con diversi attacchi che avevano provocato la morte di un altro leader del gruppo, Taiseer al Jabari. Il Premier Lapid ha parlato di «precisa operazione antiterroristica contro un pericolo immediato»: ne sono conseguiti però scontri da ambo le parti, con pioggia di razzi sia contro Gaza che contro Tel Aviv. Dall’inizio del terzo giorno di combattimenti, il bilancio aggiornato pubblicato dal ministero della Sanità di Gaza è di 29 morti e di oltre 250 feriti: di contro, la Jihad islamica ha lanciato verso Israele 580 razzi, il 96% intercettato dal sistema di difesa “Iron Dome”.





© RIPRODUZIONE RISERVATA